“Il nostro sindaco (quello nuovo) ci comunica, dalle pagine dei media locali che per risolvere il problema Palasport servono cinque mosse azzeccate. Peccato che qualche settimana fa la questione Palasport fosse già stata data per risolta e il nuovo Palasport sembrava già ospitare partite di livello o squadre di ragazzini entusiasti. Le cose non stanno come il nostro Sindaco ha detto qualche tempo fa e noi ci auguriamo che davvero l’Amministrazione non voglia procedere sulla strada indicata nei giorni scorsi. La scorsa settimana durante la riunione congiunta delle commissioni Lavori Pubblici e Sport, le soluzioni prospettate dagli assessori sono state: – cancellazione dell’ idea del palazzetto dello sport nella zona di corso Casale; – costruzione di una struttura da 2100 posti in piazza d’Armi (zona Pilone). Abbiamo espresso, come gruppi consiliari di minoranza il nostro profondo dissenso rispetto ad un’ipotesi del genere per una serie di ragioni che qui elenchiamo 1) il Palasport in corso Casale è una struttura che aspettiamo da troppi anni e per cui sono già stati acquistati dal Comune i terreni necessari (circa 50.000 mq); 2) il contributo dello Stato, tramite la Regione, di 5 milioni di euro, era stato procurato dalla giunta Florio (assessore Marengo) nel 2002. La Giunta Voglino (Ass. Bianchino e Brignolo) aveva predisposto un bando di costruzione e gestione che affidava l’opera al Consorzio Ravennate. Negli accordi, il consorzio avrebbe costruito e gestito il Palasport per un certo numero di anni, ricevendo dall’Amministrazione un contributo annuale di circa un milione di euro sia come contributo diretto che come utilizzo (per che cosa, poi?) di circa 150 giornate all’anno alla “modica” cifra di 3500 euro a giornata. 3) La giunta Galvagno, nell’esaminare il piano economico finanziario dell’opera notò subito che il contributo concordato, con i chiari di luna in tema di finanza locale che si prospettavano, avrebbe avuto un effetto devastante sulle finanze del Comune. 4) Contemporaneamente il consorzio Ravennate, non riuscendo ad ottenere dal Credito sportivo la differenza necessaria all’investimento, per una struttura che avrebbe avuto 4000 posti, cominciò a chiedere tempo: inizialmente fu concesso, poi la Giunta Galvagno diede mandato a uno studio legale di chiudere il contratto con il consorzio Ravennate mantenendo in capo al Comune la disponibilità del finanziamento a suo tempo ottenuto. 5) Fino ad oggi non si è mosso nulla, se non che, nell’ultima riunione delle Commissioni gli Assessori hanno  genericamente parlato di “chiudere consensualmente il contenzioso” con il consorzio, liquidando allo stesso le spese di progettazione dell’opera. Su questo aspetto noi consiglieri di minoranza diciamo subito un chiaro e netto No, perché la responsabilità del mancato avvio della costruzione del Palasport è esclusivamente responsabilità del Consorzio e non del Comune. 6) In piazza d’Armi, invece, (viale Pilone), doveva partire la costruzione di una palestra di quartiere, a seguito della costruzione di molte palazzine. Era un impegno (e un finanziamento) inserito nel progetto “contratti di Quartiere” e avrebbe dovuto servire come palestra per la scuola Pascoli e come compensazione all’avvenuta occupazione di una vasta area libera, in centro città . 7) Il progetto , affidato all’arch. Pugliese da parte della Giunta Voglino, ma non è mai decollato per questioni legate a una parte del finanziamento (oneri di urbanizzazione). 8) La proposta di unificare i due progetti (e i due finanziamenti) per realizzare un’unica struttura in piazza d’Armi ci vede contrari per una serie di ragioni: – Corso Casale perderebbe definitivamente l’opportunità di una valorizzazione, senza avere nulla in cambio tranne il traffico delle aree commerciali; – I terreni acquistati per costruire il Palasport verrebbero, nella migliore delle ipotesi, abbandonati a se stessi. Nella peggiore potrebbero diventare un nuovo campo nomadi, considerando che l’area di via Guerra, ove adesso c’è il campo dei nomadi sinti, è stata classificata come industriale e sarà presto venduta. – in piazza d’Armi si perderebbe la possibilità di avere una palestra a disposizione della scuola e del quartiere e si vedrebbe sorgere, invece, un palasport da 2100 posti con un’altezza di 16 metri. Come un palazzo di sei piani! – Il traffico e la sosta connessi al Palasport non possono essere risolti in un’area di difficile accesso, con vie laterali strette, con l’imbuto della parte finale del viale e con una previsione di parcheggi di 480 posti (a fronte di una struttura sportiva di 2100 spettatori). Noi proponiamo: 1) il mantenimento della previsione del Palasport in corso Casale, con una riduzione a 2100 posti rispetto ai 4000 previsti, ma, trattandosi di un’area ampia e molto ben collegata alla viabilità esterna, con tutte le possibilità di accesso e di parcheggio legate ad una struttura che, in parecchie occasioni, potrà ospitare partite di serie A ed eventuali importanti manifestazioni che richiamino un cospicuo  numero di spettatori. 2) il mantenimento della previsione della costruzione, in piazza d’Armi, di una palestra di quartiere per la scuola e per i gruppi sportivi, di dimensioni ridotte e posizionata nell’area ad essa inizialmente destinata. Nella restante parte dell’area la creazione di un’area verde- sportiva  a disposizione del quartiere. Se le cose non andranno in questo modo sappiano il Sindaco e la Giunta che ci faremo interpreti dello sconcerto dei cittadini per una scelta affrettata e superficiale e utilizzeremo tutti gli strumenti  democratici a nostra disposizione  per cambiare una decisione che riteniamo miope e  penalizzante per la città ”. I consiglieri comunali Angela Quaglia, Piero Ferrero, Fabrizio Imerito, Giorgio Galvagno, Gianfranco Imerito, Mario Vespa e Maurizio Lattanzio
Quaglia: “Per risolvere il problema Palasport servono cinque mosse azzeccate”
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