Lezioni di italiano, partite di pallone e incontri con i legali e mediatori per discutere di protezione internazionale. Le giornate dei 50 migranti arrivati nella Casa del Pellegrino di Villanova ormai due settimane fa trascorrono nella piena tranquillità , in attesa che venga deciso almeno il loro prossimo futuro. Un futuro che i profughi provenienti da diversi Paesi dell’Africa Subsahariana, fra cui Gambia, Ghana, Somalia, Mali, Eritrea e Sudan, hanno cominciato a tessere mesi fa, intraprendendo un difficile viaggio della speranza, che gli ha visti lasciare nazioni spesso in guerra, per poi approdare in Libia e arrivare dopo due giorni di mare e di paura sulle coste di Lampedusa. Oggi, dopo la richiesta del Ministero degli Interni accolta dalla nostra prefettura, i migranti vivono ancora in una sistemazione temporanea, seppure tranquilla e ben organizzata. La Diocesi ha messo loro a disposizione la struttura di Villanova gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII che fra le altre cose fornisce loro i pasti, ma le brandine ordinatamente allineate nella palestra non possono rappresentare una “casa” vera e propria. Per questo prefettura, Caritas Diocesana, Piam, ma anche Croce Rossa e Consorzio Coala stanno lavorando per trovare soluzioni diverse. Anche se ormai si parla di una scadenza di ore, giorni al massimo. Dopo le feste nel palazzo di piazza Alfieri si terrà un altro tavolo tecnico nel quale potrebbero venire definiti i dettagli per collocare i profughi, tutti uomini molto giovani (12 sono minorenni). Ma forse i tempi potrebbero essere ancora più stretti I ragazzi potrebbero trovare ospitalità in parrocchie, ma anche in strutture come Villa Quaglina, di proprietà dei Giuseppini attualmente in fase di “lavori in corso, ma anche in famiglie, come è accaduto per gli altri stranieri arrivati a Gorzano qualche settimana fa. “Proponiamo che i profughi siano accolti da famiglie italiane o migranti residenti in provincia di Asti. Nessuno sa fare integrazione meglio di chi è arrivato qui come straniero – spiegano dal Piam -. Una sorta di mutuo aiuto, di solidarietà reciproca anche a livello economico: il Ministero dell’Interno stanzia 30 euro al giorno per ogni profugo. La metà va alla famiglia che ospita, l’altra è utilizzata per mediazione culturale, corsi di italiano, formazione.Ci sono molte famiglie in difficoltà , questo significherebbe per loro avere 450 euro al mese di integrazione al reddito se danno ospitalità a un profugo”. Tutto è coordinato con la prefettura, mentre Consorzio Coala e Piam gestiscono la parte operativa con regolamenti, graduatorie degli affidamenti e mediazione culturale. Intanto gli attori della vicenda stanno lavorando per analizzare le singole posizioni dei migranti, che va sottolineato non sono clandestini ma profughi in fuga da guerre civili e rivolte. Mediatori (i migranti parlano inglese e francese) e legali proprio in questi giorni stano incontrando i ragazzi per capire se c’è la possibilità di applicare nei loro confronti la protezione internazionale, mentre le richieste di asilo politico sono state inviate agli enti competenti e ora si attendono risposte. Ma nella Casa del Pellegrino di Villanova c’è anche tanta voglia di normalità : di telefonare a casa, per questo si stanno raccogliendo anche cellulari oltre che vestiti e indumenti intimi, di lavoro e di spiritualità . In questo senso domenica scorsa, il vescovo Francesco Ravinale, ha fatto visita ai migranti, mentre la comunità musulmana di Villanova ha dato la propria disponibilità a collaborare organizzando attività e momenti di preghiera.
I migranti di Villanova fra lezioni di italiano e partite di calcio aspettano a breve una sistemazione
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