Sollecitata dalle associazioni agricole, è stata emessa ieri l’ordinanza del sindaco Fabrizio Brignolo, che consente di tornare a bruciare le sterpaglie, seppure con cautele e accortezze finalizzate a prevenire rischi di incendi. L’ordinanza esclude dal divieto di accensione dei fuochi il “materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in loco delle stesse”, precisando che: “di tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi,dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata ”. “L’ordinanza – spiegano il Sindaco Brignolo e l’Assessore all’Ambiente Bagnadentro – è stata studiata consultando i tecnici della Provincia e del Corpo Forestale dello Stato, perché abbiamo dovuto contemperare i bisogni dei contadini, con i rischi che questa pratica, se non adeguatamente controllata, può provocare”. L’ordinanza del Sindaco precisa che è consentita la combustione sul luogo di produzione dei soli residui derivanti da materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel rispetto delle disposizioni e delle cautele di seguito indicate. La combustione è ammessa esclusivamente al di fuori del perimetro del centro abitato del capoluogo; le attività devono essere effettuate sul luogo di produzione; durante tutte le fasi dell’attività e fino all’avvenuto spegnimento del fuoco deve essere assicurata costante vigilanza da parte del produttore o del conduttore del fondo, o di persona di sua fiducia dotati di mezzi idonei al controllo e allo spegnimento delle fiamme, ed è vietato abbandonare la zona fino alla completa estinzione di focolai e braci; il luogo in cui si procede all’accensione del fuoco è preventivamente isolato e circoscritto per prevenire il propagarsi del fuoco; la combustione deve avvenire ad almeno 50 metri da edifici di terzi, strutture, strade, ferrovie e grandi vie di comunicazione; l’operazione deve svolgersi in assenza di forte vento, nella fascia oraria dall’ alba alle ore 11,00; le ceneri derivanti dalla combustione del materiale vegetale di cui alla presente ordinanza sono recuperate per la distribuzione sul terreno a fini nutritivi o ammendanti; nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata; il Comune ha facoltà di sospendere o di vietare la combustione dei residui agricoli all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche o ambientali non favorevoli e di disporre il differimento di operazioni di bruciatura allorché sia necessaria l’effettuazione di una programmazione delle medesime, in considerazione delle condizioni ed esigenze locali.
Emessa dal sindaco l’ordinanza che consente di bruciare le sterpaglie
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