Quarantatrè sindaci provenienti da tutte le diverse zone della provincia, tra cui tutti quelli dei comuni di maggiori dimensioni, Asti, Nizza, Canelli, Villanova d’Asti, Costigliole, San Damiano, si sono ritrovati in Municipio ad Asti per organizzarsi in vista della scadenza del 12 ottobre entro la quale l’amministrazione dell’Ente passerà in mano ai sindaci e consiglieri comunali del territorio. I sindaci e gli amministratori locali hanno a cuore le sorti della Provincia, sia per i servizi che devono essere erogati ai cittadini, sia per non disperdere il patrimonio di professionalità e competenze del personale dell’Ente. Per questo i Sindaci hanno da alcuni mesi intrapreso un percorso condiviso da tutti e periodicamente si ritrovano per affrontare le problematiche dell’Ente e hanno anche incontrato ripetutamente le organizzazioni sindacali (con cui hanno anche sottoscritto un protocollo d’intesa lo scorso 26 giugno) e il nuovo commissario Nappi. I Sindaci hanno deciso di sottrarre l’amministrazione dell’Ente a una campagna elettorale di tipo politico e stanno lavorando per presentarsi con un programma e una lista unica che sia equilibrata dal punto di vista politico e territoriale, giacché il nuovo organismo di secondo livello, tra l’altro afflitto da gravissimi problemi economici, dovrà essere realmente di servizio alle amministrazioni locali e non terreno di ricerca di visibilità mediatica. Per questo stanno studiando un’articolazione di possibili ambiti territoriali ciascuno dei quali possa esprimere uno dei dieci consiglieri provinciali previsti dalla norma. I Sindaci credono fortemente che l’Ente possa e debba esercitare un ruolo chiave per rispondere alle esigenze dei cittadini e delle amministrazioni. A tal fine per “portarsi avanti con il lavoro” hanno anche chiesto al Commissario Nappi di poter cominciare a interloquire con l’Ente e con i suoi uffici per affrontare in concreto i temi più delicati: la manutenzione delle strade e dei fossi, lo sgombero neve, il riscaldamento e le utenze delle scuole superiori. I Sindaci, animati dal pragmatismo che caratterizza gli amministratori locali, normalmente restii a trasformare sempre tutto in polemica politica, sono infatti intenzionati a lavorare sin d’ora per non trovarsi impreparati allorché dovranno direttamente affrontare la gestione dell’Ente. Il Sindaco di Asti è stato inoltre incaricato di contattare gli altri sindaci dei comuni capoluogo di provincia del Piemonte per chiedere a Regione e Governo una maggior attenzione finalizzata a dotare l’Ente delle risorse economiche necessarie per soddisfare le esigenze primarie dei cittadini (sgombero neve, scuole superiori, manutenzione strade e fossi) e ad attribuire con grande attenzione le funzioni che ad oggi la normativa non ha ancora chiarito definitivamente. In questo senso un piccolo passo in avanti è rappresentato dal Protocollo d’intenti tra Stato, Regioni, Comuni, (Città metropolitane) e Province firmato nella Conferenza Unificata seduta del 5 agosto 2014, dal quale emerge che finalmente anche il Governo nazionale ha preso coscienza, per il momento almeno a parole, delle difficoltà in cui versano le Province di tutta Italia.
I sindaci uniti al lavoro per salvare la provincia di Asti
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