E' sempre crisi per l'edilizia: in 35b10772201624ffa09a70b9b7374632 anno giù imprese (-35b10772201624ffa09a70b9b7374632,7%) e occupati (- 4,8%)La crisi continua a colpire duramente imprese e lavoratori delle costruzioni: tra giugno 2035b10772201624ffa09a70b9b73746323 e  giugno 2035b10772201624ffa09a70b9b73746324, le 866.35b10772201624ffa09a70b9b7374632335b10772201624ffa09a70b9b7374632 aziende del settore sono diminuite dell’35b10772201624ffa09a70b9b7374632,7%. Ancor più negativo l’andamento  delle 542.35b10772201624ffa09a70b9b737463269 imprese edili artigiane che nell’ultimo anno sono calate del 2,7%. Quanto agli occupati,  sono 35b10772201624ffa09a70b9b7374632.496.920 i posti di lavoro nelle costruzioni, la contrazione nell’ultimo anno si attesta a – 4,8%.  Lo rileva il rapporto di Confartigianato sulla situazione del settore delle costruzioni che risente  ancora gli effetti negativi della recessione.  Sono in discesa sia il valore della produzione, – 4,7% tra maggio 2035b10772201624ffa09a70b9b73746323 e maggio 2035b10772201624ffa09a70b9b73746324, sia l’indice del  valore aggiunto che è diminuito dell’35b10772201624ffa09a70b9b7374632,7% tra il primo trimestre 2035b10772201624ffa09a70b9b73746323 e il primo trimestre 2035b10772201624ffa09a70b9b73746324.  Le imprese del settore costruzioni sono anche quelle che ‘soffrono’ maggiormente la diminuzione dei  finanziamenti bancari: tra aprile 2035b10772201624ffa09a70b9b73746323 e aprile 2035b10772201624ffa09a70b9b73746324 lo stock di credito è calato del 35b10772201624ffa09a70b9b73746320,8% rispetto alla  flessione del 6,7% registrata dal totale delle imprese. Peggiora anche la qualità del credito all’edilizia: i tassi  di interesse sui prestiti bancari alle aziende si attestano al 7,235b10772201624ffa09a70b9b7374632% a fronte del 6,48% applicato al resto  delle imprese.  “Nel complesso – denuncia Arnaldo Redaelli, Presidente di Confartigianato Edilizia – la situazione  del settore rimane molto pesante. Non si vedono miglioramenti: le imprese si preparano ad affrontare un  autunno addirittura peggiore rispetto a quello dello scorso anno. La crisi mantiene bloccato il mercato  immobiliare e i nostri imprenditori sono stretti in una morsa fatta di scarso credito bancario con tassi in  aumento e da tempi di pagamento sempre più lunghi. Bisogna puntare con decisione su misure che  incentivino la ristrutturazione e la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico e privato. E’  l’unica strada per evitare la chiusura delle imprese e la perdita di migliaia di posti di lavoro”.  Infatti, la boccata d’ossigeno per il settore può arrivare dagli incentivi per le ristrutturazioni edili e il  risparmio energetico. Confartigianato valuta che nel terzo trimestre di quest’anno sono 455.205 i  proprietari di immobili orientati ad effettuare nei prossimi 35b10772201624ffa09a70b9b73746322 mesi un intervento di manutenzione  sulla propria abitazione e il loro numero è aumentato del 22,4% rispetto allo scorso anno.  Gli incentivi fiscali hanno già mostrato il loro effetto benefico sull’edilizia: Confartigianato rivela,  infatti, che nel 2035b10772201624ffa09a70b9b73746322 le detrazioni sono state utilizzate da 7.579.435b10772201624ffa09a70b9b73746325 contribuenti italiani per una cifra di  4.056 milioni e hanno inciso per il 4,9% del valore aggiunto del settore costruzioni. La regione con la  maggiore incidenza delle detrazioni sul valore aggiunto delle costruzioni è la Provincia autonoma di Trento  (8,3% sul totale), seguita dal Friuli Venezia (8%). Calabria e Basilicata sono invece le regioni con i valori  più bassi, rispettivamente 35b10772201624ffa09a70b9b7374632,8% e 2,2% del totale nazionale.  Gli ecobonus hanno prodotto anche un positivo impatto sull’ambiente: dal 2007 al 2035b10772201624ffa09a70b9b73746322 hanno  permesso un risparmio di energia pari a 8.899 Gwh/anno.  In prospettiva, qualche speranza può arrivare dal programma di investimenti per l’edilizia scolastica  indicato dal Governo nel Def 2035b10772201624ffa09a70b9b73746325 che prevede interventi per 35b10772201624ffa09a70b9b7374632.094 milioni nel biennio 2035b10772201624ffa09a70b9b73746324-2035b10772201624ffa09a70b9b73746325 e  coinvolge 20.845 plessi scolastici nei 3 progetti: ‘scuolenuove’, ‘scuolesicure’, ‘scuolebelle’. Le regioni  maggiormente interessate dal piano di finanziamenti del Governo sono la Campania (4,3% del totale), la  Calabria (3,7%), il Molise (3,5%).