“Invio queste brevi considerazioni sulla lettera Commissario Prefettizio. Tristezza, impotenza e quel senso di sconfitta totale, sono questi i sentimenti che mi hanno colto appena finito di leggere la comunicazione del settore viabilità Provincia di Asti a firma del Commissario Straordinario. E’ sempre penoso leggere una dichiarazione di resa per manifesta incapacità nel compiere i propri doveri istituzionali. Probabilmente dovremmo iniziare a farci l’orecchio a questi rantolii di fine vita, oggi è toccato ad un Ente come la Nostra Provincia, domani probabilmente inizieremo con i Comuni. Intendiamoci, non mi interessa polemizzare con chi adesso sta semplicemente traendo le estreme conseguenze, siamo stati abituati in questi ultimi anni ad un governo provinciale ragionieristico, ho questi soldi uguale posso fare solo questo. La sconfitta oggi è solo della Politica, quella politica che prima ha lasciato al proprio destino l’Ente e adesso ne ha previsto una riforma confusa fino ad arrivare a decretarne l’abolizione. Uso il termine Politica senza timori o vergogne, il “fare politica” è l’unica forma con cui si amministra la cosa pubblica sia che si tratti di un Ente provinciale sia che lo si faccia in un piccolo Comune, le ruberie sono tecnicamente altra cosa. Sono in tanti a credere che questa riforma delle Provincie sia la soluzione ai nostri gravissimi problemi, è vero che sono anni che non ci raccontano altro ma nessuno ha mai spiegato come si sarebbero resi i servizi dati sino ad ora: la lettera del Commissario Straordinario ha dato la risposta in maniera “straordinaria”. E adesso? Propongo due soluzioni. La prima: si stabilisce che i fossi delle strade provinciali debbano restare pieni i modo da consentire un adeguato strato di terra e detriti sulla sede stradale tale da garantire dei corsi di guida pericolosa agli utenti; essendo causate da fenomeno naturale (erosione), si inseriscono le buche dell’asfalto nel patrimonio dell’umanità e riconosciute ufficialmente dall’Unesco; la mancata manutenzione delle Scuole garantirà l’attivazione di preziosi “Corsi di sopravvivenza” agli alunni fortunati che si troveranno in situazioni di pericolo. La seconda. Si rialloca il personale dell’Ente ai Comuni o alle nuove Unioni di Comuni in modo da integrare gli organici e garantire quei servizi che adesso non lo sono più. E’ ovvio che insieme al personale vanno allocate anche le risorse altrimenti solo con le casse dei Comuni torniamo alla soluzione numero uno. Alcuni servizi di controllo o di interesse più generale potranno tornare a gestione regionale. Si eviterebbe di perdere preziose professionalità e esperienze delle quali la maggior parte dei piccoli Comuni ne sono sempre stati sprovvisti. Ops, che ingenuo, mi rendo conto solo ora che la seconda ipotesi tutela i servizi resi alla popolazione ma non garantisce quei risparmi che sembrano essere l’unica preoccupazione. Personalmente mi sono sempre battuto per garantire i servizi a prescindere se a renderli sia un Ente chiamato Provincia piuttosto che altro. Concludo chiedendovi perdono per aver usato dell’ironia nell’affrontare un tema così importante ma è uno strumento che sfrutto quando lo sconcerto è così grande che correrei il rischio di perdere la lucidità necessaria al caso”. Alessandro Gabutto, sindaco di Quaranti
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