“Questo mondo non è il nostro, ma ne abbiamo responsabilità e custodia. Le ultime generazione hanno avuto un impatto distruttivo sulla natura: nessun rispetto dell’ecosistema e sfruttamento indiscriminato delle risorse del nostro pianeta. Ma abbiamo delle responsabilità nei confronti delle generazioni future, quale pianeta vogliamo consegnare loro? Da dove partire?” Saranno questi i temi del progetto di informazione ambientale rivolto alle parrocchie astigiane, dal titolo “Custodia del Creato”. Il progetto vuole essere un collegamento con la 9° giornata nazionale per la custodia del creato del 1° settembre, e rispondere alla richiesta avanzata nella lettera pastorale del vescovo monsignor Francesco Ravinale per sensibilizzare la popolazione al valore della raccolta differenziata e della salvaguardia dell’ambiente. Questa iniziativa si sta concretizzando nell’esposizione davanti alla chiese interessate di banchetti informativi e stand, gestiti dagli ecovolontari del Comune, al termine delle messe di metà mattinata nelle domeniche del 19 e 26 ottobre. “I problemi ambientali di cui soffre il pianeta stanno diventando sempre più gravi ed evidenti. La cosa forse più eclatante è il cambiamento climatico, le cui conseguenze stiamo toccando con mano in questi giorni in Italia. I livelli di inquinamento atmosferico, notizia ampiamente diffusa dagli organi di stampa, non sono mai stati così elevati come quest’anno, con pesanti ricadute sull’effetto serra e sulle pioggie. Viene da pensare che nel nostro vivere quotidiano difficilmente possiamo fare qualcosa per questi problemi così grandi. Dobbiamo prendere coscienza che non è così. Ci sono gesti semplici di cui si sottovaluta l’importanza e di cui forse non si conoscono tutte le ricadute sull’ambiente”, spiega Giampaolo Fanutza, referente del Comune di Asti. La possibilità di risparmiare materie prime, infatti, per evitare l’impoverimento e l’inquinamento del territorio può iniziare a casa nostra con gesti molto semplici, come dividere il vetro, dalla carta, dalla plastica e dall’alluminio affinché possano essere riutilizzati trovando nuova vita nei materiali riciclati. Basti pensare che per produrre una bottiglia di vetro si consumano 600 grammi di materie prime (sabbia, soda, calcare), mentre utilizzando il rottame di vetro, che è riciclabile all’infinito, il consumo è zero. Con la raccolta differenziata inoltre si riducono le discariche e le emissioni di CO2, che produce l’effetto serra. Se non avessimo fatto la raccolta differenziata, nel solo anno 2013 ad Asti avremmo prodotto una quantità di rifiuti pari alla superficie di Piazza Alfieri per 11 metri di altezza, di Piazza del Palio per 5 metri e di Piazza San Secondo per 77 metri, ovvero un palazzo di 24 piani. Elena Fassio
Un progetto di responsabilità per la nona giornata per la Custodia del Creato
CHIESA
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