L’applicazione al settore agricolo della Cosap (il Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche) da parte della Provincia di Asti si è rivelata un fallimento. Era il 15 ottobre 2013, quando almeno 80 Sindaci dell’Astigiano si riunirono presso la sede di Coldiretti esprimendo il loro totale dissenso alla nuova tassa. Nell’occasione i primi cittadini decisero anche di approvare in ogni Comune una delibera chiedendo al Commissario straordinario dell’amministrazione provinciale la rivisitazione dell’impianto di istituzione della tassa. “Questo perchè l’applicazione della Cosap alle strade provinciali – spiegò il presidente provinciale Coldiretti, Roberto Cabiale – è risultata a tutti molto macchinosa, difficile da attuare e, soprattutto, iniqua e con scarse garanzie di un effettivo beneficio fra i costi per la riscossione e l’introito garantito. Sarebbe dunque un palliativo destinato a non risolvere i problemi di bilancio dell’Ente provinciale come invece auspicato dal Commissario straordinario”. A distanza di un anno, la Cosap agricola non ha risolto i problemi economici dell’Ente provinciale, si è rivelata praticamente inapplicabile e ha creato non pochi grattacapi alle imprese agricole. Tant’è che il Presidente della Provincia di Asti, Fabrizio Brignolo, con la riunione del Consiglio di giovedì scorso ha analizzato la situazione a livello finanziario con il Consigliere provinciale delegato al Bilancio, Luca Quaglia, ed ha valutato come l’incidenza delle entrate effettiva sui passi agricoli abbia registrato un misero 20% degli 860 mila euro previsti dal Commissario straordinario prima del loro insediamento. Praticamente, come sottolineava Coldiretti un anno fa, detratte le spese per l’istruttoria delle pratiche, il bilancio dell’amministrazione provinciale nell’applicazione della Cosap agricola è praticamente nullo, o meglio, deficitario. Il nuovo consiglio provinciale ha dunque deciso di sottoporre ai Sindaci dell’Astigiano e alle organizzazioni agricole la proposta di cancellare il tributo sui passi carrai che conducono ai fondi agricoli, di applicare l’abbattimento del 50% per le case che servono come abitazione degli agricoltori e di evitare costi di istruzione della pratica consentendo l’autocertificazione per dichiarare le misure dei passi. La proposta sarà presentata ai Sindaci in una riunione martedì prossimo e successivamente alle organizzazioni agricole e quindi sarà formulata la modifica delle Delibere del Commissario Straordinario della Provincia di Asti n. 3 del 21/03/2013 e n. 19 del 12/06/2013. “Siamo soddisfatti ed esprimeremo il nostro compiacimento al nuovo Consiglio provinciale – sottolinea il direttore provinciale Coldiretti, Antonio Ciotta – ma rimarcheremo anche la necessità di capire come sia stato possibile una gabella del genere quando era plateale il dissenso di Coldiretti e di gran parte delle amministrazioni comunali. A questo punto a noi non basta che ci dicano “avevate ragione”. “Coldiretti – rimarca il presidente Cabiale – è da anni sulle barricate per trasmettere un’etica delle responsabilità a tutto il comparto agricolo, ha affrontato battaglie impegnative sulla legalità, sull’etichettatura obbligatoria, sul made in Italy e non ultima sulla rappresentatività. Una rappresentatività che sulla vicenda Cosap è stata messa seriamente in discussione da un ente pubblico. Ora non si faccia finta di nulla e si liquidi il tutto dicendo che l’ex Commissario ha operato e deciso in solitudine. Questo è il classico caso di una burocrazia fine a se stessa, uno dei grandi malesseri dell’Italia”.
Coldiretti Asti: “Quella Cosap non si doveva fare”
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