Al consiglio comunale di domani sera, ad Asti, ordine del giorno “caldo”: si parlerà di teleriscaldamento di un terzo delle abitazioni della città con l’annunciata opposizione della minoranza. Il progetto, pronto a partire, ha buone possibilità di decollare entro sei mesi, considerato che la copertura finanziaria per 40 milioni di euro è garantita da privati e precisamente dall’Asp (Azienda Servizi Pubblici) ex municipalizzata. Il presidente Paolo Bagnadentro ha detto: “Fino ad oggi ci siamo occupati per servizi di igiene urbana, di fornitura di acqua di trasporti e di parcheggi e ora vogliamo poter servire con il teleriscaldamento 500 stabili per una volumetria di tre milioni di metri cubi corrispondenti a 25 mila abitanti. La centrale termica alimentata a gas naturale verrà localizzata nella zona nord-ovest della città”. Il progetto è condiviso anche da IREN la società presieduta dall’ex ministro Francesco Profumo che si occupa di energia, gas e servizi idrici. Altro socio è l’ ASTA società del gruppo CIE (Compagnia Italiana Energia) controllata dal gruppo Gavio e socio privato di maggioranza in Asp. Questi tre soggetti creeranno una nuova società la “Asti Energia e Calore spa”. In particolare si oppongono al progetto i consiglieri del Movimento 5 Stelle. Le motivazioni sono diverse: nel progetto si riscontrerebbe mancanza di trasparenza e la decisione sarebbe stata presa dalla giunta senza il benestare del consiglio. I pericoli messi in luce sono tanti, a cominciare dall’inquinamento acustico per la presenza della centrale termica nella zona vicina all’ospedale. Ci si attende il ritiro della delibera della giunta in modo che la proposta possa essere portata in consiglio e si possa indire un referendum.
Ad Asti calano gli abitanti: emessi più certificati di morte che di nascita
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