Il 25 aprile scorso, alle 11.56, una scossa di terremoto (magnitudo 7.8 e profondità di 15 km) con   epicentro a circa 50 km ad ovest di Kathmandu colpisce il Nepal.  Sarà seguita da varie scosse di assestamento tra cui quella del 12 maggio alle ore 12.51 (Magnitudo   7.3 e una profondità di 18 km) con epicentro a Kodari (frontiera con la Cina tra Kathmandu e   l’Everest).  Questi terremoti sono provocati dalla faglia indiana che, incuneandosi sotto quella tibeto-cinese   (Euroasiatica), causa l’innalzamento della catena dell’Himalaya. La spinta è stata di 38 mm in   Pakistan, 43 in Nepal e 48 in Bengala.  I danni dei terremoti, sono amplificati in Kathmandu, in quanto quest’ultima è localizzata al di   sopra di una crosta rocciosa lunga 120 km larga 60 e profonda 600 metri, costituita dai sedimenti di   un grande lago. Nel terremoto di aprile la crosta rocciosa si è spostata a sud di 3 metri in 30 secondi.  A oggi si parla di oltre 10000 morti, numero che sicuramente tenderà ad aumentare vista la   particolare inaccessibilità di molta parte del territorio nepalese. A questa catastrofe si deve   aggiungere la distruzione di buona parte dell’antichissimo patrimonio architettonico della valle di   Kathmandu, già sito Unesco.  Questo Paese con le sue montagne, a cui devono molto gli alpinisti di tutto il mondo, ha bisogno   anche del nostro aiuto. La Sezione del C.A.I. di Asti organizza per giovedì 10 settembre alle 21 in sede corso Palestro 11, una serata di solidarietà pro Nepal.