Può una poesia guarire i malanni dell’anima, magari favorendo la produzione di benefico buonumore? La risposta è sì se alla rima cuore/amore si sostituisce la rima vapore/stupore o nessuna rima o grandi dosi di ottima e sana ironia. È questo lo spirito del reading, cioè della lettura in pubblico ad alta voce, che sarà allestito per il 2 ottobre a Canelli, in provincia di Asti, e che avrà al centro le poesie di Guido Catalano, poeta torinese che più di qualcuno definisce “curativo come un farmaco”. L’incontro, che si intitola “The best of reading” (un’unica concessione all’Inglese per un appuntamento italianissimo), si svolgerà, dalle 19, nelle Cantine Coppo di via Alba, una delle quattro Cattedrali sotterranee dove ancora si affinano vini e spumanti celebrati in tutto il mondo e che rappresentano il cuore del territorio dei paesaggi vitivinicoli piemontesi Patrimonio dell’Umanità Unesco. L’organizzazione è a cura di “Classico Duemilaquindici – La rinascita dell’italiano scritto al tempo dei social network”, il primo festival dedicato alla lingua italiana, con omaggio a Gianbattista Giuliani, illustre linguista canellese dell’Ottocento, che ha avuto il suo apice in giugno, ma che fino a fine anno, in collaborazione con le associazioni Memoria Viva Canelli, Nuovo Cinema Canelli e Biblioteca G. Monticone, propone incontri e convegni nel segno della rinascita dell’Italiano nell’era dei socialmedia. Catalano non è nuovo a letture di questo genere. Ne fa un po’ in tutta Italia (lui dice oltre 150 l’anno) e, insieme a seguitissime rubriche su importanti quotidiani e settimanali, collabora anche con Radio Rai. Protagonisti assoluti dell’evento sono i suoi versi che analizzano, in modo disincantato e originale, il mondo dei sentimenti. Un terreno minato che ha mietuto vittime anche illustri nella letteratura mondiale, ma che Catalano affronta con l’aria scanzonata e sfrontata del funambolo, senza piagnistei, lamentazioni o ululati alla luna, armato unicamente di quella ironia e quella disarmante semplicità che un po’ ricorda gli stringenti ed esilaranti dialoghi dei film di Woody Allen. Gli esempi dei “versi/sversi” di Catalano sono numerosi e spesso sono diventati titoli dei suoi libri, creando un effetto promozional-pubblicitario davvero efficace. Ecco, dunque “Ti amo, ma posso spiegarti”, oppure “Piuttosto di morire m’ammazzo” o ancora “Sono un poeta, cara”. Insomma Catalano è uno che non passa inosservato perfino quando parla di vil denaro e invita i lettori a comprare i suoi libri e «arricchire un povero poeta», oppure, parlando di ironia cita gli spaghetti western di Sergio Leone sentenziando: «Quando un uomo senza il senso dell’umorismo incontra un uomo con il senso dell’umorismo, quello senza il senso dell’umorismo è un uomo morto (a meno che non abbia una pistola)». E per chi volesse farsi due risate, ma anche trovare insospettati spunti di riflessione, leggendo versi e autobiografia di Catalano, ecco gli indirizzi di due siti internet: http://www.guidocatalano.it/ e http://phonclub.guidocatalano.it/. Alla fine si scoprirà anche un aspetto dell’Italiano che, in fatto di poesia, può diventare creativo, innovativo, originale e, perché no, divertente. Guido Catalano è nato a Torino nel 1971. Ha scritto sei libri di poesie, l’ultimo dei quali si intitola “Piuttosto che morire m’ammazzo” per i tipi di Miraggi Edizioni. Il penultimo si intitola “Ti amo ma posso spiegarti”. Collabora a quotidiani, settimanali e alla trasmissione Caterpillar di Radio Rai. “The best of reading” del poeta Guido Catalano – Canelli (Asti) – 2 ottobre 2015 – dalle 19 Cantine Coppo via Alba – Festival Classico Duemilaquindici, la rinascita dell’italiano scritto al tempo dei social network, in collaborazione con Memoria Viva Canelli, Nuovo Cinema Canelli e Biblioteca G. Monticone – seguirà aperitivo con i vini di Casa Coppo.
Il Festival Classico propone i versi di Guido Catalano
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