L’imprenditore astigiano Marco Marenco, arrestato alcuni mesi fa in Svizzera su mandato di cattura internazionale emesso dal Gip del Tribunale di Asti e noto alle cronache perché legato all’azienda storica “Borsalino”, su autorizzazione dell’Ufficio Federale di Giustizia svizzero è stato estradato in l’Italia oggi, giovedì 24 gennaio. Militari della guardia di finanza di Asti e funzionari del Nucleo Antifrode della Direzione Interregionale delle Dogane per la Liguria il Piemonte e la Valle d’Aosta, lo hanno preso in consegna presso il posto di frontiera di Como/Ponte Chiasso per condurlo nella Casa di Reclusione di Asti. L’arresto, avvenuto nell’aprile scorso, era stato operato grazie alla fattiva collaborazione tra le Autorità Giudiziarie Italiana e Svizzera e al contributo del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma. Gli investigatori italiani, dopo aver localizzato il territorio svizzero su cui il Marenco trascorreva la latitanza, interessavano le Autorità elvetiche al fine di dare esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal gip di Asti. Le indagini, coordinate dal pm astigiano Luciano Tarditi e originate da verifiche fiscali eseguite dal Nucleo Antifrode della Direzione Interregionale delle Dogane per la Liguria il Piemonte e la Valle d’Aosta nei confronti di società del gruppo Marenco operanti nel settore del gas, sono state successivamente condotte in sinergia tra il Nucleo Antifrode delle Dogane e la Guardia di Finanza di Asti. Le imputazioni, a carico del Marenco e di altri 18 indagati, riguardano il reato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di diverse società per un passivo di oltre 3 miliardi di euro, distrazioni patrimoniali per un ammontare complessivo di oltre 600 milioni di euro e la contestazione di reati fiscali per una evasione accertata in materia di accise e Iva di oltre 300 milioni di euro. Nel corso dell’attività investigativa sono stati eseguiti numerosi sequestri preventivi a tutela dell’erario e dei creditori. A dicembre del 2014, su disposizione del Tribunale di Alessandria, furono sequestrate quote, per un valore complessivo pari a oltre 77 milioni di euro, relative a 11 società operanti in Italia e controllate da una holding riconducibile al finanziere astigiano con sede nel paradiso fiscale dell’Isola di Man. Durante la detenzione del Marenco in territorio svizzero, il Nucleo Pt di Asti e il prefato Nucleo Antifrode dell’Agenzia delle Dogane, coordinati dalla Procura di Asti, hanno proseguito le indagini al fine di individuare ulteriori beni oggetto di distrazione fallimentare. Tale attività ha portato, a luglio di quest’anno, al sequestro preventivo di ulteriori beni per circa 2 milioni di euro, tra i quali quote di una società, un hotel di pregio situato in Asti e disponibilità sui conti correnti. Le indagini in corso sono, tra l’altro, tese al rintraccio di ulteriori beni oggetto di distrazione sia in territorio italiano che all’estero per l’adozione di misure a carattere patrimoniale.
Il trader Marenco estradato dalla Svizzera e tradotto nel carcere di Asti
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