“Una Giornata del Ringraziamento fra le più sentite e partecipate”, è veramente soddisfatto il presidente provinciale Coldiretti, Roberto Cabiale, nel fare un bilancio sull’evento annuale organizzato ieri, domenica 15 novembre, a Castelnuovo don Bosco. “Quest’anno abbiamo voluto essere qui, al Colle don Bosco, anche per omaggiare il Santo, che ha molte affinità col nostro mondo contadino, in occasione del bicentenario dalla sua nascita”. In effetti è stata una scelta molto felice, ha commentato il consigliere ecclesiastico di Coldiretti Asti, don Francesco Cartello, nel verificare come la basilica superiore fosse gremita di fedeli: “E’ stata una bellissima festa, con momenti veramente sentiti, dall’omelia di monsignor Giacomo Lanzetti, alla presenza di numerosissimi Sindaci, autorità e moltissimi coltivatori. Le letture e il Vangelo, poi, sono state da impulso per le opportune riflessioni, anche in riferimento alla suggestiva cerimonia dell’offerta all’altare dei doni della terra”. In effetti, attorno alla metafora della vite, “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo” (dal Vangelo secondo Giovanni – Gv 15, 1-17), nella terra dei Santi e delle Doc Freisa, Malvasia, Barbera e Albugnano, monsignor Lanzetti ha incentrato il suo intervento sulla scelta di fede del mondo agricolo, sull’amore al Signore che si trasmette “gli uni agli altri”. “Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”. E con il commento delle Sacre Scritture, il Vescovo, ha così “dispensato” i fedeli dalle pene materiali e spirituali: “Allarghiamo questa giornata e facciamo delle nostre vite un inno di ringraziamento”, e ancora “Sappiate rispondere “eccomi”, date la disponibilità ad essere fedeli per annunciare le meraviglie che il Signore ci ha dato”. Così vedrete che “Come scendono la neve e la pioggia, così la terra saprà dare i suoi frutti”. Quegli stessi frutti che, ricreando il momento più suggestivo dell’intera cerimonia religiosa, alcuni associati Coldiretti hanno voluto portare all’altare: pane, vino, carne, miele, frutta e ortaggi. Ma non solo questi beni materiali, ma anche lo statuto della Federazione provinciale Coldiretti e due mani vuote: “ Le mani, insieme al cuore e alla mente – ha detto don Cartello – sono quanto disponiamo noi uomini per ottenere i frutti della terra. Sono mani vuote, ma anche protese ed aperte, pronte ad accogliere quanto di buono Dio vuole offrirci”. Così come il rettore del Colle, don Egidio Deiana, nel suo intervento ha voluto sollecitare l’assemblea nell’offrire aiuti e collaborazioni alle scuole salesiane nel mondo. In fine, all’indomani della strage di Parigi, sia i fedeli nelle intenzioni, che il Vescovo nel rito di congedo, hanno evidenziato un messaggio per la pace nel mondo “con l’augurio – ha detto monsignor Lanzetti – che ognuno di noi possa essere portatore di pace”. Dopo la solenne celebrazione Eucaristica del Ringraziamento, sul sagrato della grande basilica pontificia dove, fra l’altro, erano stati sistemati una trentina di trattori, il celebrante ha provveduto alla benedizione degli operatori delle macchine e delle attrezzature agricole. Come ormai da tradizione, la giornata si è conclusa con un sontuoso pranzo sociale presso il ristoro “Mamma Margherita” con 400 commensali. Dopo la parte religiosa di Castelnuovo don Bosco, ora la Festa del Ringraziamento si sposterà ad Asti dove mercoledì e venerdì, a Palazzo Enofila, si terranno il “Consuntivo dell’Annata Agraria” e l’”Anteprima Barbera”.
Il sentito e suggestivo “Grazie” del mondo agricolo
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