E’ ancora un prototipo ma si tratta comunque del primo macchinario ideato in Italia per rendere quasi del tutto autonomi gli atleti del “Gioco della boccia”. Si chiama Progetto Carlotta ed è stato creato dagli studenti della Casa di Carità in Collaborazione con l’associazione Pegaso. L’obiettivo del progetto è quello di rendere i giocatori autonomi in quasi tutte le azioni di gioco. Grazie alla rampa pensata, ideata e costruita dai ragazzi delle seconde di operatore meccanico e operatore elettrico, gli sportivi specialisti in questo sport potranno usare da soli lo strumento che invece tradizionalmente viene mosso e spostato da un assistente esterno. Permetterà inoltre agli atleti di gestire al meglio la partita elaborando una propria strategia. Sono stati 36 gli studenti che dalla scorsa primavera hanno lavorato quasi quotidianamente al Progetto Carlotta seguiti dai docenti Piero Veglio e Andrea Merlone, con la collaborazione dell’atleta torinese Carlotta Visconti che ha testato il prototipo a lei dedicato e intitolato. “Questa iniziativa è un’ottima occasione di condivisione e di integrazione – ha commentato Silvia Cravero, direttrice dell’Istituto Casa di Carità Arti e Mestieri -. E’ importante che i ragazzi abbiano lavorato sulla tematica della disabilità, costruendo un oggetto di alto contenuto sociale”. Soddisfazione espressa anche da Beppe Gerbo, presidente dell’associazione Pegaso. “Dobbiamo continuare a perseguire l’obiettivo della maggiore indipendenza possibile per i ragazzi e gli atleti diversamente abili e il prototipo va proprio in questa direzione”, ha commentato. La rampa ideata dagli studenti della Casa di Carità potrà essere personalizzata proprio in base alle esigenze del giocatore; si tratta inoltre di un macchinario smontabile e del tutto autonomo a livello energetico. Aspetti fondamentali per poter essere usato nelle gare federali. Il gioco della boccia è la variante paraolimpica del più conosciuto gioco delle bocce. Arrivato in Italia da pochi anni è riservato ad atleti diversamente abili che non hanno l’uso delle mani. Si tratta di una disciplina del tutto simile alle bocce, l’unica differenza è che il giocatore deve usare una rampa per tirare la pallina. Grazie a un caschetto i giocatori riescono a spingere la boccia giù dalla rampa. Grazie al prototipo la potranno manovrare autonomamente, senza l’ausilio degli assistenti, muovendola grazie a una consolle. Il prototipo se passerà i test di collaudo, potrà diventare regolare ed essere impiegato nelle gare federali.
Progetto Carlotta. Dalla Casa di Carità un prototipo per il gioco della boccia
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