Asti Teatro, un festival che, in questo momento storico in cui si tende a ridurre e a contrarre sia durata che risorse, si allarga, purtroppo non per le risorse economiche, e sperimenta nuove strade, anche molto diverse tra loro, come un adolescente che “fa prove di futuro”, nonostante i suoi 38 anni. Tre periodi, tre festival, potremmo dire tre direttori artistici, ma sempre Asti Teatro. Si inizia con Scintille, alla 7° edizione, il 17 e 18 giugno (con due appuntamenti a Milano il 16 e 17 giugno) in quattro cortili del centro storico, con la formula, che possiamo dire ormai vincente, dei quattro appuntamenti per sera di 20 minuti ripetuti per tre volte in ogni cortile: delle 110 proposte arrivate da tutta Italia e anche da altri paesi europei, la commissione coordinata da Emilio Russo ne ha scelte otto, tra le quali due francesi, che si contenderanno la possibilità di produrre e presentare il proprio spettacolo a febbraio ad Asti e a Milano e in altre località italiane, grazie alla presenza in giuria di importanti circuiti teatrali. Si finisce con una tre giorni dopo il 20 luglio dove Pippo Delbono continuerà il suo percorso di ricerca di un teatro “altro”, sia per i temi trattati che per le modalità di sviluppo degli stessi, percorso partito due anni fa proprio da Asti e che qui ritorna con una tappa del suo processo di creazione che coinvolge altre città italiane ed europee. Dal 25 giugno al 3 luglio il cuore del festival, che vede la direzione artistica del Comune di Asti, con un’anteprima il 24 giugno, dedicata a Eugenio Guglielminetti, a 10 anni dalla sua scomparsa. Del grande scenografo astigiano sarà anche l’immagine che caratterizzerà Asti Teatro 38. In questa parte del festival proviamo ad esplorare nuove strade. In particolare il “focus”, ben 10 appuntamenti, è su quello che, un po’ pomposamente, abbiamo chiamato “…il Nuovo che avanza”. Un po’ pomposamente perchè quello che proponiamo nei dieci appuntamenti, praticamente uno al giorno al Diavolo Rosso, normalmente in seconda serata, e due alla Cascina del Racconto, è una parte di quel Nuovo (nuove compagnie, nuovi progetti, nuove drammaturgie, nuovi e giovani attori) che in questi anni si sta muovendo in un mondo teatrale italiano in fermento; averli insieme in un festival può offrire uno spunto di riflessione anche per le edizioni future. Ad accompagnare questi “giovani”, tre madrine d’eccezione , una ad inizio festival, una a metà e una alla fine. Paola Quattrini con un monologo collaudato e divertentissimo aprirà Asti Teatro il 25 giugno, Giulia Lazzarini ritornerà’, dopo la sfortunata esperienza dello scorso anno, con il nuovo spettacolo sulla nostra cittadina onoraria Rita Levi Montalcini (30 giugno), ed Anna Bonaiuto chiuderà il festival il 2 e 3 luglio con la prima nazionale del suo nuovo spettacolo su Sarah Bernhardt. E ancora tre progetti speciali: “Sporting” il 28 giugno, spettacolo condotto e diretto dal coach della Nazionale italiana di pallavolo, Mauro Berruto, tratto dal suo romanzo “Indipendiente sporting, “Talkin Guccini” il 27 giugno, un racconto del mondo di Francesco Guccini con Andrea Mirò, Lucia Vasini e Flaco Bondini, da sempre suo compagno di musica ed emozioni ed altri attori, e infine il 29 e 30 giugno la prima nazionale de “La locandiera” di Goldoni con, nel ruolo di Mirandolina, Silvia Gallerano, già applauditissima ad Asti Teatro 36 con lo spettacolo “La merda”, l’attrice italiana più premiata a livello internazionale negli ultimi anni. Un altro piacevole ritorno è quello di Gianfranco Berardi con “In fondo agli occhi”. Tre spettacoli con protagonisti ed attori gli “altri”: “Polvere la vita che vorrei” il 26 giugno, frutto di un lavoro di anni di Barbara Altissimo con gli ospiti del Cottolengo di Torino, L’altro verso “Finzione o realtà?”, il 27 giugno, nato da un laboratorio dell’educativa territoriale disabili del settore politiche sociali del Comune di Asti dal titolo “Il confine è l’abile”, e “Voli imprevedibili” il 28 giugno anche questo scaturito da un laboratorio di Fabio Fassio ed Elena Romano del Teatro degli Acerbi, con un gruppo misto di rifugiati ed italiani provenienti da diversi comuni astigiani. E poi ancora alcuni progetti da Festival come quello di Assenza, compagnia già ospite ad Asti Teatro 37 con lo spettacolo “Corrazza”, che presenterà il nuovo lavoro “Etere-primo studio”, performance di sei minuti per sei spettatori, o il progetto “Purgatorio di Dante” del Faber Teatro nelle cantine di Palazzo Gazzelli con tre repliche di cui una alle sei di mattina domenica 3 luglio. Da segnalare anche la residenza “La cosa pubblica” di ASTISS Teatro, nel giardino di Palazzo Alfieri e “Le pietre parlano”, evento teatrale nel Museo Lapidario coordinato dall’Associazione Davide Lajolo. E a chiudere tutte le sere il dopoteatro a Palazzo Ottolenghi. Insomma un’edizione di Asti Teatro che continua a cercare, e spera di trovare, nuovi pubblici, soprattutto di giovani, ed è per questo che vi sono prezzi agevolati per loro, 5 euro a spettacolo, e 30 euro l’abbonamento ai dieci spettacoli de “…il Nuovo che avanza”, perchè il costo non diventi un freno nè un alibi.
Ecco il programma di Asti Teatro 38: il Nuovo che avanza
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