Non si è ancora spenta l’eco dell’Adunata nazionale degli alpini del 13-15 maggio scorsi, che ha  rivitalizzato la nostra città, e sono in tanti a sperare che l’evento possa essere ripetuto presto.  Un’adunata non è una “notte bianca”, naturalmente, che può essere organizzata in qualunque  momento da Comune e commercianti. Con buona probabilità, passeranno decenni prima di rivedere  oltre 80-100 mila “Penne nere” sfilare così compatte per vie e piazze cittadine.  Siamo in grado di anticipare, però, quale sarà con molta probabilità la prossima Adunata nazionale  che si svolgerà ad Asti, forse già entro il 2018-2019. Cambiano Corpo e colori, ma non la festa: nel  maggio 2016 Asti si è tinta di verde, tra due-tre anni, massimo sei potrebbe tingersi di Bianco e Blu,  come il colore, quest’ultimo, del “Solino”, ovvero il copri colletto portato sulla giacca blu dei  marinai in congedo.  «Due anni fa, sull’entusiasmo dell’Adunata dei Bersaglieri, abbiamo inoltrato alla Presidenza  Nazionale A.N.M.I. a Roma la richiesta di svolgere la prossima Adunata Nazionale della Marina  ad Asti» – ci spiega, in esclusiva, l’ex presidente dell’Anmi sezione di Asti, geometra Carlo  Cravero. E aggiunge: «L’Adunata del 2018-2019 non l’hanno ancora assegnata; di regola  spetterebbe all’area Sud/Isole, perchè quella del 2015 si è svolta a Ravenna (area Centro/Nord),  ma ciò non esclude che possa di nuovo essere fatta in una città del Nord Italia, anche non bagnata  dal mare».  D’altra parte, Asti, fondata dai Liguri, è una città fortemente legata alla Marina. Se il ritrovamento  di fossili sotto la terra delle colline astigiane è testimonianza che in epoche lontane era bagnata dal  mare, non da meno è la presenza in città di due monumenti marinari: il Monumento ai caduti del  mare, presso il parco Biberach (zona ex Maternità); e il monumento all’ammiraglio astigiano  Umberto Cagni (Asti, 1863 / Genova, 1932), presso l’area a verde «Marinai d’Italia» in corso XXV  Aprile.  Ad Asti, inoltre, sono intitolati alla Marina o al suo leggendario ammiraglio: una scuola, una piazza,  un giardino, una fermata del pullman, una sede del gruppo con annesso museo in piazza Manina 12,  un’artistica tomba al cimitero monumentale di Asti.  L’Anmi (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) di Asti, che oggi conta oltre 50 soci ed è  presieduta da Francesco Martinetto, venne fondata subito alla fine della guerra, nel 1945. Nel  Meridione non c’erano fabbriche, e così la Marina prelevava la manodopera specializzata dal nord  d’Italia, dove operavano, invece, numerose industrie. Quasi tutti i marinai astigiani provengono  dalle storiche fabbriche di Asti: Maina (costruttrice di alberi per navi), Morando, Way-Assauto e  Pompe Anselmo (costruttrice pompe per navi). Dal giugno 2006, l’Anmi di Asti è gemellata con  l’Anmi di Santa Margherita-Portofino.  Nei prossimi giorni una delegazione di marinai si recherà dal sindaco Fabrizio Brignolo per  chiedere appoggio all’iniziativa. Intanto, i carabinieri in congedo di Asti (presidente Fernando  Iacono), che domenica 19 giugno parteciperanno a Milano al raduno nazionale dell’Arma, stanno  meditando di organizzare una adunata in città, a livello regionale. Stefano Masino