Il maltempo di questi giorni, tiene in appressione anche gli agricoltori dell’Astigiano. La problematica principale è rappresentata dall’imprevedibilità delle precipitazioni. Le piogge improvvise costringono a variare continuamente i piani di lavoro con grandi sforzi organizzativi e, soprattutto, ad attuare immediatamente programmi di difesa agronomica e sanitaria delle colture. “Difficoltà che investono anche noi tecnici – sottolinea Antonio Bagnulo, responsabile del servizio di assistenza tecnica di Coldiretti Asti – che dobbiamo fare valutazioni tempestive sui fenomeni atmosferici in corso e pianificare con immediatezza gli interventi sulle colture. Di giorno in giorno e di ora in ora, siamo costretti a diramare bollettini di lotta anche molto specifici e riferiti a zone molto ristrette”. Una caratteristica delle precipitazioni di questi giorni è infatti quella di interessare il territorio a “macchia di leopardo”, ovverosia con quantità di acqua caduta molto variabile in zone molte ristrette. “L’altra caratteristica di queste improvvise precipitazioni – sottolinea ancora Bagnulo – è di concentrare in pochissimi minuti la caduta di ingentissime quantità di acqua. Si tratta delle cosiddette “Bombe d’acqua”, un fenomeno che in questi giorni possiamo quantificare come l’immissione sul territorio, in circa 5 minuti, di tanta acqua quanto normalmente cade in tre giorni”. Questo provoca ruscellamento superficiale, erosioni e smottamenti e il paradosso di un persistente stato siccitoso dei terreni. “Praticamente, nonostante le forti precipitazioni – rivela Bagnulo –, non si creano le scorte idriche necessarie per il corretto sviluppo della campagna agricola. Velocemente cade tanta acqua, ma altrettanto velocemente se ne va”. Al di là di alcune grandinate, sempre a macchia di leopardo, il danno maggiormente preoccupante per gli agricoltori, è che il “90% del maggengo tradizionale, escludendo quindi laddove si può realizzare il cosiddetto “foraggio insilato” con le rotoballe fasciate, è rimasto ancora da tagliare ed ha ormai un aspetto molto fibroso sintomo di una consistente perdita qualitativa a causa della riduzione dei valori vitaminici e proteici. Il repentino capovolgersi del tempo è una conferma dei cambiamenti climatici in atto che, in Italia, si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione. Precipitazioni brevi e violente, accompagnate anche da grandine, hanno effetti pesantissimi sull’agricoltura. Causa le bizzarrie del tempo, in Italia, negli ultimi dieci anni, si contano danni per 14 miliardi di euro. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili, diventa sempre più importante il crescente ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio.
Le bizzarrie del tempo costano care all’agricoltura
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