“Ho partecipato, domenica 19 giugno, all’inaugurazione delle sale di Palazzo Ottolenghi recentemente restaurate. Bellissime! Degne di un Palazzo Reale e molto più sontuose di quelle che ci si aspetterebbe di vedere nella dimora privata di un pur nobile e facoltoso personaggio come il conte Ottolenghi. Tutto bene, quindi. Complimenti ai progettisti, ai restauratori, ai tecnici comunali che hanno riportato all’antico splendore le sale sfarzose del prestigioso Palazzo. Ma c’è un… ma. Il progetto complessivo di ristrutturazione di palazzo Ottolenghi risale al 2009 (giunta Galvagno) e i finanziamenti necessari alla sua rinascita sono stati acquisiti grazie al Pisu, predisposto dalla stessa Giunta Galvagno e ottenuti nel 2012 quando in Regione non governava il Presidente Chiamparino ma la Giunta Cota. Si è trattato di circa 15 milioni di euro che l’Amministrazione di cui ho fatto parte in qualità di Assessore ai Lavori pubblici ( dal 2007 al 2012) ha ottenuto per la città e che sono stati lasciati in dote all’attuale Amministrazione affinchè venissero riqualificati il quartiere sud-ovest ( Torretta e corso Alba) e i palazzi storici che si affacciano su Corso Alfieri ( palazzo Ottolenghi, palazzo Alfieri, palazzo Mazzola ecc). Far finta di nulla, attribuendosi il merito dei lavori che sono stati realizzati è indice o di una grave forma di amnesia da parte del Sindaco e dell’assessore Ghigo ( arrivato solo un anno fa, dopo l’ex assessore Bianchino) o, più probabilmente, di una (peraltro frequente) caduta di stile nel non voler riconoscere “a Cesare quel che è di Cesare e a Brignolo quel che è di Brignolo”. I progetti importanti su una città non sempre riescono a realizzarsi nell’arco di un quinquennio ed è quindi soltanto normale e positiva continuità amministrativa proseguire nel solco tracciato, senza stravolgere i progetti già impostati. Nel caso astigiano, alcune variazioni negli obiettivi inizialmente previsti nel PISU ha fatto sì che la città “rinunciasse” di fatto a circa 2 milioni del finanziamento accordato: speriamo almeno che il nuovo PISU, di cui il Consiglio Comunale è tenuto assolutamente all’oscuro, riesca a recuperare cifre significative anche per compensare ciò che abbiamo perso finora. Sarebbe anche utile che il Sindaco, predisponendo un progetto per il futuro della città, relazionasse al Consiglio Comunale su quali sono gli orientamenti per le prossime opere: saranno i palazzi storici, il parcheggio in piazza Alfieri, l’Enofila o altro? In tal senso, con un altro collega, ho presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale e sto attendendo risposte. Un’ultima considerazione. Nel piano delle opere pubbliche era previsto che nel 2016 fossero stanziati 550mila euro per il rifacimento del tetto di palazzo Ottolenghi ( oggi ho notato che sono state poste delle transenne per indicare pericolo di caduta calcinacci); nel piano varato quest’anno, invece, la cifra si è ridimensionata a 150mila euro ma l’investimento è stato posticipato al 2017. Come a dire: la prossima Amministrazione se ne dovrà occupare! Chiederei che, senza aspettare la prossima Amministrazione, si procedesse celermente a mettere in sicurezza il tetto e il cornicione. Questo sarebbe tutto merito della Giunta Brignolo”. Angela Quaglia
Inaugurato palazzo Ottolenghi, gioiello barocco di Asti
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