Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana sul palco di Astimusica: un grande spettacolo e una bella festa per chiudere alla grande la ventunesima edizione del festival. E’ andata, ieri, come gli organizzatori di Comune e Asp si aspettavano: con la piazza stracolma di gente e una serata ricca di musica e allegria. E dire che Arbore inizia con “Reginella”, “una canzone un po’ malinconica – la sua stessa ammissione – ma tra le più amate, quindi anche dagli astigiani”. Chiuderà dopo due ore e mezza di concerto con il ritmo contagioso di “Cacao meravigliao”, il pubblico a cantare e ballare, sazio di bella musica e della promessa di Arbore scoccata la mezzanotte: “Abbiamo tutta l’intenzione di fare dei bis”. E l’orchestra ingrana “Ma la notte no”. Il concerto parte con l’omaggio alla canzone napoletana, a Roberto Murolo e Renato Carosone. Lo showman presenta l’Orchestra così: “Sono tutti ragazzi straordinari, compreso il sottoscritto!”. Al terzo brano, ” ‘O sarracino”, nasce il primo convinto battimani della piazza che non si esaurirà praticamente mai. Però non vola una mosca quando Arbore canta “Malafemmena” e l’emozione è una corrente ad alta intensità. Poi si cambia genere e quando si arriva al jazz non può mancare una citazione a Paolo Conte. Ma è soprattutto al pubblico e al luogo che guarda l’artista. Comincia con “E’ tutto esaurito e vi ringrazio moltissimo!” per proseguire: “Piazza della Cattedrale ha una suggestione veramente particolare. Un aspetto nobilissimo e antico come questo brano”. Arriva a sorpresa “Nessun dorma”, con i mandolini che rivisitano a modo loro la romanza della Turandot di Puccini. Poi sono molte risate perché Arbore ha un’ironia inesauribile: “Ieri sera sono andato in via Cavour e mi sono fermato a parlare. Mi hanno detto, anche qui, cose come: ma lo sa che lei fa più impressione da vivo?!”. Libera un repertorio di ricordi, aneddoti, confidenze e ammiccamenti; sdrammatizza il delicato problema della terza età, portando il discorso su di sé e sulle divertenti distrazioni dell’amico De Crescenzo. Alla fine il pubblico si alza in piedi, si canta tutti insieme come se si fosse su uno stesso palco. Il direttore artistico Massimo Cotto nutre lo sguardo con l’immagine di una piazza immensa e palpitante. Questa è Asti. Mentre l’orchestra suona, Arbore si toglie il cappello – ciao Astimusica – , saluta e se ne va. Stasera, intanto, il festival (voluto da Comune e Asp con il supporto di Banca C.R. Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Iren, AEC, Energrid, La Stampa) dopo quattordici concerti spegne i riflettori con la finale di “Asti Live Band Music Contest”: venti gruppi emergenti si sfideranno, alle 21.30, sotto la regia dell’Associazione M.e.T.A. Ai vincitori (categorie junior, senior, inediti) premi in denaro e una produzione discografica SB Records; in giuria Beppe Rosso, Davide Calabrese, Aurelio Pitino e Gianluca Guzzetta. Presenta il comico cabarettista Gianpiero Perone (ingresso libero). Il concorso, promosso dalla Confartigianato per il 70° di fondazione, non si fermerà alla prima edizione: tornerà il prossimo anno.
Asti Musica chiude e fa il tutto esaurito con Renzo Arbore
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