Un territorio adeguato ad attivare nuovi e innovativi interventi di natura sociale a favore di nuclei famigliari a rischio povertà: è il tema del provvedimento governativo denominato “Sostegno per l’inclusione attiva”, operativo dal 2 settembre. In questa che si qualifica come una prima sperimentazione di reddito di cittadinanza, si prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, con ISEE (in corso di validità) non superiore a 3 mila euro, nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.  Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati, in base alla residenza, dai Servizi Sociali  della Città di Asti, dai Consorzi Cisa Asti Sud e Cogesa (coordinati in un Ambito Territoriale di cui il Comune di Asti è capofila) in rete con gli altri Servizi del territorio (Centri per l’Impiego, i Servizi Sanitari, le Scuole) e con i soggetti di Terzo Settore. Le domande, da inoltrare al Comune e per i paesi ai due Consorzi socioassistenziali, precisando i requisiti individuali (cittadinanza e residenza in Italia da almeno due anni), familiari ed economici (assenza di altri benefici economici rilevanti e di sostegno al reddito, assenza di beni durevoli di valore) permetteranno a cura del’Inps, la valutazione delle condizioni ammesse e l’attribuzione di un punteggio.  Da questo scaturirà un elenco di beneficiari, cui verrà erogato, entro due mesi, un corrispettivo di 80 euro mensili a seconda della composizione del nucleo famigliare fino a  400 euro per i nuclei con cinque o più componenti. Il beneficio erogato per un’annualità mediante carta di pagamento elettronica  (emessa da Poste Italiane) permetterà le spese e i pagamenti delle bollette elettriche e del gas. Non sarà possibile prelevare contanti o ricaricare la carta che potrà essere utilizzata solo dal titolare. Un primo risultato innescato dalla procedura del Sostegno di Inclusione attiva è stato far dialogare il sistema (Centro per l’Impiego, Formazione professionale, Servizi sociali) per informare meglio e accedere e allestire progetti condivisi anche con collaborazioni espandibili all’area del privato sociale. “Anni di privazione economica – ha commentato il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo – han fatto crescere i bisogni delle famiglie, credo sia giusto rilevare la positività di questo provvedimento, opportunamente dosato per non creare false aspettative ma dare prospettive a chi ne ha vere necessità”.  Le richieste di beneficio, mediante la compilazione del modulo predisposto dall’Inps, dovranno essere presentate negli Uffici dei Servizi sociali di Asti, in via De Amicis 6 il martedì (ore 9-12) e giovedì (ore 15-17), nei Comuni afferenti al al Consorzio Cogesa a Cocconato d’Asti, Montafia, Montemagno, Montiglio Monferrato, San Damiano d’Asti e Villanova d’Asti, nei Comune afferenti  al Consorzio Cisa Asti sud a Nizza Monferrato, Canelli e Costigliole d’Asti.