Positivo incontro ieri a Torino per esaminare il futuro della sanità astigiana con particolare riferimento ai progetti che coinvolgono direttamente Nizza Monferrato. “Un confronto a tutto campo – dice l’assessore alla sanità della Regione Antonio Saitta – con i sindaci di Asti, Fabrizio Brignolo, Nizza Monferrato, Simone Nosenzo, e di Calamandrana, Fabio Isnardi, insieme al direttore dell’Asl Ida Grossi. Stiamo lavorando per l’integrazione della rete ospedaliera del territorio astigiano con i servizi di assistenza domiciliare e territoriale, che vogliamo potenziare, e l’esempio di Nizza Monferrato è uno di quelli sui quali maggiormente intendiamo declinare questo impegno”. Le conferme sui servizi che nel 2017 resteranno e verranno sviluppati nell’ospedale di Nizza Monferrato sono state ripercorse dall’assessore Saitta e dal direttore generale Grossi con gli amministratori locali. Si prevede la continuazione dell’attività del Punto di primo intervento sulle 24 ore che ha effettuato- nel 2015- 9926 passaggi di cittadini residenti. Viene garantita la possibilità di controlli specialistici e strumentali di primo livello e di trattamento medico e chirurgico della popolazione della zona. Prevista una presa in carico di tipo internistico per attività ambulatoriale anche complessa dotata di un numero sufficiente di posti letto per l’osservazione protratta che potrebbe favorire la riduzione di ricoveri di pazienti fragili o complessi, e di un polo ambulatoriale chirurgico (a Nizza nel 2015 sono state eseguite 832 procedure chirurgiche) per attività di primo livello. Altra ipotesi per la struttura della Valle Belbo riguarda l’individuazione di 6 posti letto di hospice (l’Asl di Asti ad oggi non dispone di hospice e i pazienti oncologici in fase terminale sono destinati a recarsi presso le strutture di Alessandria e Casale). La struttura complessa di Oncologia e Cure Palliative dell’Asl è impegnata ad elaborare protocolli e modalità di accesso per un corretto utilizzo dei posti letto di hospice per garantire l’assistenza di un numero quanto più possibile adeguato di pazienti Infine, l’attività di Continuità assistenziale a valenza sanitaria (CAVS), attualmente articolata sui 10 posti letto per l’ASL Asti potrebbe essere implementata utilizzando il Presidio di Nizza. L’esperienza avviata a febbraio ha consentito di sperimentare questo nuovo modello di assistenza e di verificarne l’impatto positivo quale risposta per i pazienti fragili affetti da multiple patologie croniche. Si prevede pertanto di aumentare il numero di posti letto dedicati a tale funzione. Confermato infine l’impegno della Regione sulla struttura sanitaria della Valle Belbo “per la quale completeremo l’impegno finanziario diretto della Regione mentre l’Asl di Asti è stata già autorizzata ad accendere il mutuo di 10 milioni di euro. Ho ripetuto al sindaco Nosenzo che dalla decisione di completare la struttura non si torna indietro: Valle Belbo è un cantiere che la Giunta Chiamparino vuole vedere completato dopo lunghi anni di problemi e polemiche che non hanno fatto bene a nessuno”- conclude Saitta.
Il futuro della sanità astigiana al centro di un confronto in Regione
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