Nursind celebra la giornata internazionale dell’infermiere. Domenica 12 maggio, come ogni anno, il sindacato delle professioni infermieristiche ha ricordato la 24h dedicata a chi, ogni giorno, si dedica in prima linea alla cura, alla salute e all’assistenza dell’utenza.
La giornata internazionale dell’infermiere è stata un’utile occasione per valorizzare – ancora una volta – le professioni sanitarie e la figura dell’infermiere, nell’ambito di un processo di crescita che passa anche dal riconoscimento di un’area separata di contrattazione e di un’indennità esclusiva.
“Pensiamo – dichiara il segretario nazionale Andrea Bottega – siano maturi i tempi per mettere sullo stesso piano tutte le professioni sanitarie in termini di diritti contrattuali. Così, dopo il passaggio da Collegio a Ordine Professionale avvenuto lo scorso anno con la legge 3/2018, riteniamo che si debba intervenire affinché anche le professioni sanitarie abbiano una sezione o area separata di contrattazione. I limiti della contrattazione di comparto si sono palesati con forti penalizzazioni proprio nei confronti delle professioni sanitarie e in particolar modo quelle infermieristiche”.
Per Nursind, infatti, sono due le situazioni che indicano il momento maturo per chiedere la contrattazione separata e un’indennità di esclusività. La prima interessa i lavoratori della commissione paritetica istituita presso l’Aran che tratta, tra l’altro, il nuovo assetto degli inquadramenti del personale con particolare riferimento alla carriera delle professioni sanitarie. In quest’ambito devono trovare posto la valorizzazione dei percorsi universitari di laurea e post laurea, leggi di autonomia e responsabilità professionale, gli obblighi formativi e assicurativi, e di iscrizione agli ordini professionali. In questi anni si è assistito a una progressiva “forbice formativa” senza che ciò abbia comportato una revisione della “forbice retributiva”. Oggi l’infermiere è un professionista laureato inquadrato come se fosse ancora diplomato. Per tali motivi Nursind chiede un’area o sezione separata di contrattazione.
“Anche nella realtà astigiana – afferma il segretario territoriale Nursind Gabriele Montana – in contrattazione ci troviamo spesso in disaccordo con le altre sigle sindacali (ricordiamo che Nursind conta 10 infermieri tra i 27 totali Rsu). Proprio per questo – prosegue Montana – siamo assolutamente d’accordo con le valutazioni e le proposte del segretario nazionale Nursind Andrea Bottega, e sentiamo l’assoluto bisogno di una contrattazione separata rispetto a tutte le altre figure del comparto ospedaliero”.
La seconda situazione che sembra favorevole deriva dalle dichiarazioni del Senatore Sileri, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, in merito al riconoscimento della libera professione intramuraria per il personale infermieristico del comparto.
“Nella sanità astigiana – afferma Gabriele Montana di Nursind – abbiamo diversi casi in cui l’infermiere potrebbe agire in assoluta autonomia anche in un contesto di libera professione, ma non lo può fare se non unicamente in supporto al medico”. Una condizione assolutamente limitante per il personale infermieristico, che va a ridurre le potenzialità di un’intera categoria.
“Nursind, pertanto – prosegue il segretario nazionale Bottega – si batterà per una modifica del sistema normativo per l’abolizione dell’esclusività di rapporto, per il riconoscimento della libera professione e dell’indennità di esclusività, abolendo così l’attuale iniqua possibilità di solo supporto all’attività della libera professione medica, inaccettabile da un punto di vista professionale, contrattuale e retributivo. Naturalmente – conclude Bottega – riteniamo che l’indennità di esclusività debba essere prevista dalla legge e finanziata contrattualmente con una proporzione non inferiore al 15% della retribuzione lorda”.
Il Nursind celebra la giornata internazionale dell’infermiere
SANITÀ
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