Meditando la Parola: Preparare la strada
Il commento al Vangelo del 7 dicembre, seconda domenica di Avvento (Mt 3,1-12) a cura di suor Mara
La liturgia di questa seconda domenica d’Avvento ci invita alla conversione tramite la figura profetica di Giovanni Battista. Il Vangelo di Matteo ce lo presenta come un uomo vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi, che si ciba di cavallette e miele selvatico e che predica nel deserto. Ammettiamolo: descritto così, ci incute un po’ di timore! Eppure da Gerusalemme, dalla Giudea, dal Giordano, accorrono a lui per confessare i peccati e farsi battezzare: Giovanni Battista attrae, attira! Anche nel nostro tempo ci sono tanti profeti; tante voci gridano nel deserto del nostro cuore; ma sono tutti profeti che indicano Gesù, o tanti sono profeti di sventura? Come possiamo fare discernimento? Ci aiuta il Vangelo di questa domenica: Giovanni Battista innanzitutto vive concretamente, sulla propria pelle, la conversione che predica: vive la sobrietà, annuncia con la vita, prima ancora che con le parole, ciò che è essenziale, indica la Verità. Questa coerenza lo rende credibile. E poi ha il coraggio di smascherare la falsità, l’ambiguità, gli atteggiamenti da “vipere”, di invitare con forza alla conversione. La conversione: un cambiamento di rotta, di direzione che, se è veramente tale, è capace di tagliare con tutto ciò che nella nostra vita è morto, che non porta frutto. Questo è il cammino di Avvento: disperdere il superfluo per fare spazio, per accogliere la Vita Nuova che è l’Emmanuele.