Meditando la Parola: Gioia
La gioia non ce la possiamo dare da soli, questo è un dato che percorre tutta la Bibbia.
La gioia non è autonoma, infatti quando ci chiedono “sei felice?”, “sei in pace?”, “sei contento/a di ciò che fai, di dove sei?”, questa è una domanda molto interessante perchè ci fa riflettere sul fatto che non ce la possiamo dare da soli la gioia, bensì è da invocare.
La frase su cui ci fermiamo oggi è quella di Giovanni Battista, tra l’altro in carcere, luogo della non gioia, della non felicità, dell’attesa di essere liberi e felici, “sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.
Giovanni è uomo che sta attendendo, che invoca, che cerca Colui che è la vera gioia.
Importante ricordare Giovanni Paolo II a Tor Vergata, quando disse ai giovani: “Quando cercate la felicità, in realtà è Gesù che cercate!”. Espressione ripresa quest’estate da Papa Leone, durante la Veglia del Giubileo Giovani.
La prima via, quindi, per la gioia è essere cercatori di Gesù, è invocare Gesù: “Vieni, Signore Gesù!”.
Gesù, riferendosi a Giovanni Battista, afferma che “tra i nati di donna non è nato uno più grande di lui, ma è più piccolo nel Regno dei cieli è più grande di lui”.
La seconda via, quindi, per trovare la gioia è la piccola via di Santa Teresa di Gesù Bambino, della Beata Chiara Luce, di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi: essere piccoli per essere nella gioia.
Buona, Santa Domenica della gioia!