Il villanovese Matteo “Jack” Messina pronto per la sua terza avventura in solitaria
Matteo “Jack” Messina, 26 anni appena compiuti, il “globetrotter di Villanova-Matteo”, è pronto per una nuova avventura (la terza del progetto “The Magic World of Jack” con cui si è preso la rivincita su una malattia). Sabato 24 febbraio, a Fiumicino salirà su un aereo diretto a Buenos Aires. Dalla capitale argentina inizierà la spedizione vera e propria. Utilizzando il “cavallo di San Francesco”, ovvero le proprie gambe. “Da Buenos Aires andrò verso Sud e raggiungerò la Terra del Fuoco, attraverserò tutta la Patagonia – spiega Matteo – Grosso modo per risalire verso Nord seguirà il corso delle Ande”. Quindi, Matteo attraverserà il Deserto di Atacama (tra Cile e Bolivia), la zona più arida del mondo. Risalendo, arriverà in Ecuador dove troverà la Foresta Amazzonica. Poi la Colombia. “Probabilmente da Cali prenderò un aereo per arrivare a Panama”, precisa Matteo. Dopo, toccherà i vari staterelli dell’America Centrale e arriverà in Messico passando dalla foresta pluviale al Mar dei Caraibi. In Messico è previsto il passaggio nella penisola dello Yucatàn e a Città del Messico. Lasciato il Messico, Matteo entrerà negli Stati Uniti. Negli Usa raggiungerà il Parco Nazionale di Yellowstone. Quindi, il Canada, con i suoi grandi parchi. “In Canada – precisa Matteo – deciderò i miei movimenti in base al periodo in cui arriverò. In quella zona comunque dovrei seguire il corso delle Montagne Rocciose”. Il viaggio si concluderà in Alaska, nel Parco Nazionale del Denali, nell’entroterra di quello stato. “Anche in Alaska i miei movimenti saranno decisi dalla stagione in cui arriverò – dice Matteo – Potrei arrivare nella stagione fredda, con temperature che potrebbero sfiorare i -40°. Sarà bella tosta”. Il viaggio dovrebbe essere lungo circa 31.700 chilometri.
L’obiettivo della spedizione è “fare esperienze estreme in autosufficienza nei luoghi più estremi e inaccessibili del continente americano. Tra un’esperienza e l’altra gli spostamenti saranno effettuati in pullman o ricorrendo all’autostop. Per entrare più a contatto con le varie realtà e culture. Un altro obiettivo importante del viaggio è portare alla luce gli effetti del cambiamento climatico, cercando di entrare in contatto, grazie all’aiuto di un traduttore, con alcune tribù indigene, che vivono nella zona delle foreste pluviali del Centro e del Sud America. Mi piacerebbe riuscire a chiedere a chi appartiene a quelle tribù come è cambiata la sua vita negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici o per effetto dell’estrazione del petrolio, per fare un esempio”.
Matteo avrà con sé solo uno zaino contenente tutto l’occorrente per un viaggio “on the road” come tenda, fornellino, sacco a pelo e abbigliamento adeguato a ogni clima e condizioni meteo. Avrà con sè un dispositivo Gps per le emergenze. Al momento l’impresa non è sostenuta da sponsor, se si eccettua Alkemilia, che ha fornito alcuni prodotti.
Antonella Laurenti