Prende il via allo Spazio Kor la rassegna di docufilm “Find the cure”
Mondovisioni è una rassegna di grande qualità, film documentari che “Find the cure” porta ad Asti (e in alcune altre città), allo Spazio Kor a partire da questa sera, 30 gennaio.
Il primo titolo e il primo grande tema guarda a Cuba e alle difficoltà di quel Paese, stretto tra l’embargo eterno degli Usa, un regime che fatica ad affermare una democrazia vera, le miserie quotidiane, la vita di una attivista politica, le sue debolezze e anche i compromessi che, a volte, vanno accettati.
Lo sguardo è quello della regista cino-americana Nanfu Wang, per anni attenta alla vita pubblica della giovane attivista cubana Rosa María Payá, figlia di Oswaldo Payá, cinque volte candidato al Premio Nobel per la Pace.
In realtà il film non si ferma a documentare le azioni politiche e la vita della protagonista ma si spinge verso un interessante confronto tra tre nazioni coinvolte nel racconto: Cuba ma anche gli Stati Uniti, che stanno perdendo la loro identità democratica, e la Cina che cresce e cambia senza smettere di essere un regime autoritario.
Il secondo titolo, in programma venerdì 13 gennaio, spinge le sue ricerche e le sue attenzioni in un mondo sconosciuto ai più, quello di molte persone di colore. soprattutto di origine keniana che si stimano in circa 40.000, molto istruite e che sbarcano il lunario scrivendo saggi e articoli per altri e rimanendo nell’ombra. The shadowe scholars, gli “studiosi ombra”, che lavorano nelle pieghe dell’industria segreta e multimilionaria dei saggi dei saggi accademici falsi. Mercy è una di loro, una madre single, che si sbatte tutti i giorni, tra difficoltà, diffidenze, piccoli razzismi quotidiani, per mantenere la figlia scrivendo migliaia di parole ogni notte, aiutando gli studenti dei Paesi ricchi a laurearsi e trovare un lavoro redditizio. Il film non si limita a raccontare questo universo sconosciuto di lavoro nero ma diventa una riflessione sul valore dell’istruzione, sulle storture dei sistemi accademici del mondo ricco, sul valore stesso delle persone.
Gli altri titoli di cui parleremo anche più avanti sono: The Dialoge police racconta una vicenda singolare e quanto mai attuale: gli sforzi di una squadra di polizia che segue le manifestazioni politiche e che cerca il dialogo e di comprendere pur nella serietà e nell’impegno del proprio lavoro.
The life that remain, ovvero l’attualità che irrompe e ci interroga ogni giorno, la storia di una famiglia Palestinese numerosa, fuggita da Gaza all’inizio delle operazioni militari dell’esercito Israeliano
Ninxs, una vicenda personale, un viaggio di una adolescente messicana alla scoperta della sua identità Transgender.
Mauro Ferro