Sabato scorso ad Astiss il primo appuntamento con “Parliamo di Salute” organizzato insieme a UTEA
Nella maggior parte dei casi si presenta con un forte dolore pelvico che s’accentua durante le mestruazioni, o con disturbi intestinali o urinari che deviano l’attenzione ritardando pericolosamente la diagnosi: l’Endometriosi è una malattia cronica subdola. In Italia ne soffrono circa 3 milioni di donne, circa 1 donna su dieci in età fertile, ma spesso è trascurata o non riconosciuta, compromettendo significativamente la qualità della vita delle pazienti che ne sono affette. Ha fatto luce sul tema la conferenza promossa dalla Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio e UTEA che, sabato 7 febbraio al Polo universitario Astiss, ha visto protagonista l’equipe di Ostetricia e Ginecologia dell’Asl AT passata nei mesi scorsi sotto la guida del dottor Maurizio Di Serio. Poco più che quarantenne, lo specialista vanta un’ampia esperienza nella gestione della patologia ginecologica benigna e oncologica. È tra i pionieri nell’impiego della radiofrequenza per il trattamento dei fibromi uterini e nell’utilizzo della laparoscopia a supporto della via vaginale (v-NOTES) per la cura delle patologie uterine e annessiali.
“Le donne affette da Endometriosi vivono anni di dolore incompreso e frustrante, con effetti che in alcuni casi si traducono in condizioni invalidanti: si calcola che passino da 8 a 12 anni prima che la malattia venga correttamente riconosciuta – ha spiegato il dottor Di Serio – per questa ragione, nei mesi scorsi abbiamo attivato un ambulatorio specialistico che offre il massimo supporto in termini di diagnosi e cura”. Il nuovo servizio è affidato alle dottoresse Isabella Gazzani e Marianna Pasquali che, insieme alla collega Francesca Petey e al collega Enrico Badellino, hanno illustrato l’ABC della malattia, le strategie diagnostiche e terapeutiche per affrontarla.
Caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio — la mucosa che riveste l’utero — al di fuori della cavità uterina, l’Endometriosi può interessare ovaie, tube, peritoneo, e talvolta anche intestino e vescica. I sintomi tipici sono dolore mestruale molto forte, dolore durante o dopo i rapporti sessuali, dolore pelvico cronico, dolore durante l’ovulazione, dolore intestinale o rettale, dolore alla minzione, stanchezza cronica, gonfiore addominale, infertilità.
In età fertile presenta un picco di incidenza tra i 25 e i 35 anni, l’adolescenza è l’età di insorgenza dei primi sintomi. Non c’è concordanza scientifica sulle cause: fattori genetici, ormonali, infiammatori ed anatomici contribuiscono alla formazione e allo sviluppo della malattia. Per la diagnosi “è essenziale una visita specialistica accompagnata da ecografia transvaginale. Inutili esami del sangue, biomarker, genetici, bioptici”, ha spiegato la dottoressa Gazzani.
Le opzioni terapeutiche variano a seconda dell’età della paziente, dell’intensità del dolore e della gravità delle lesioni, del desiderio di maternità. Si va dalle terapie ormonali e farmacologiche, dal Microbiota alla dieta anti-infiammatoria, ricca di omega-3, frutta, verdura e cereali integrali, e povera di alimenti processati e zuccheri raffinati. In casi particolari interviene la chirurgia laparoscopica e mini invasiva, tecnica su cui è particolarmente formata l’equipe astigiana.
Con Bruna Abramo, referente per il Piemonte dell’Associazione Progetto Endometriosi (APE), si è entrati nel vissuto di chi soffre: “La società minimizza, ti sforzi di essere normale per evitare lo stigma di donna fragile o isterica – ha spiegato – non chiediamo una cura miracolosa, chiediamo solo di essere credute”.
Attiva da 2006 APE è fatta di donne che si curano di altre donne: ha al suo attivo progetti di formazione e informazione per medici, infermieri, medici di base, radiologi, ecografisti, psicologi e pazienti; partecipazione a studi scientifici e congressi internazionali, è presente anche nelle scuole per promuovere la conoscenza della malattia (info https://www.apendometriosi.it/)
Il lavori della conferenza sono stati introdotti dal dottor Ferruccio Balistreri, socio e consigliere della Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio e da Angela Motta, vice presidente dell’UTEA:
Il calendario di “Parliamo di Salute” prosegue sabato 14 marzo (ore 8,30 alle 12) con il Dipartimento dei Servizi Asl AT. Verrà illustrato il ruolo strategico dei servizi: Laboratorio Analisi, Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, Anatomia Patologica, Fisica Sanitaria, Radioterapia, Radiodiagnostica. Interverranno i direttori delle Strutture ospedaliere: Elda Feyles, Maurizio Penna, Sandro Macchi, Simonetta Amerio, Maria Tessa, Mattia Macagno.
Gli incontri di Fondazione Astigiana per la Salute e UTEA proseguono un sabato al mese, fino a giugno: la partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutta la cittadinanza.
Il calendario su www.fondazioneastigianasalute.it