Il Comitato Palio di San Pietro piange la scomparsa del fantino Tristezza
Il Borgo San Pietro ha appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa di Saro Pecoraro detto “Tristezza”, fantino tra i più stimati del Palio di Siena e protagonista anche della storia del Palio di Asti.
“Nel porgere le più sincere condoglianze alla famiglia, desideriamo esprimere la nostra gratitudine per quanto Saro ha rappresentato per il Borgo San Pietro e per il nostro Palio”, commentano dal Comitato Palio.
Tristezza fu infatti il fantino che, montando ”Skygirl” (Losna), condusse il Borgo alla vittoria nel Palio del 1969, contribuendo alla prima doppietta della storia del Palio di Asti dopo la ripresa della corsa nel 1967. In anni cruciali per la rinascita della manifestazione, il suo talento e la sua esperienza contribuirono a consolidare il prestigio del Borgo San Pietro, rendendolo tra i protagonisti più autorevoli di quel periodo.
Il legame tra Saro Pecoraro e il Borgo rossoverde non si esaurì però con quella vittoria. Negli anni successivi rimase un punto di riferimento tecnico e umano, accompagnando una stagione di risultati importanti, come ricordato con emozione da Angiola Maggiora, figlia della rettrice Giovanna Maggiora Visconti alla guida del Borgo nel quinquennio 1978-1983.
Per la famiglia Maggiora, e per molti borghigiani di quegli anni, Saro era ormai molto più di un fantino: era considerato un vero amico di famiglia, presenza costante nella vita del Borgo e punto di riferimento umano oltre che sportivo.
Il ricordo che Angiola conserva ancora oggi, allora adolescente immersa nella vita del Palio, testimonia quanto forte fosse il legame personale e affettivo che Saro seppe costruire con il Borgo e con le persone che ne facevano parte.
Fu un periodo tra i più prestigiosi della storia di San Pietro: un terzo posto nel 1978, un quarto nel 1979, un secondo posto nel 1981 e nel 1982, fino alla conquista del Palio del 1983.
Risultati raggiunti anche grazie alla competenza e al supporto tecnico di un grande fantino e allenatore quale fu Saro Pecoraro, ormai considerato parte della famiglia rossoverde.
“Di lui ricordiamo il talento, la capacità di leggere la corsa, ma soprattutto le qualità umane: una persona leale, riservata e determinata, capace di trasmettere esperienza e passione alle generazioni successive – aggiungono -. Siamo convinti che legami come il suo rappresentino l’essenza del mondo del Palio. Il nostro auspicio è che ancora oggi i giovani possano vivere quella stessa passione autentica che ha accompagnato generazioni di borghigiani e che ancora oggi continua a unire la nostra comunità”.