Gli studenti astigiani dicono “no” al bullismo
Ormai ad Asti è diventata una tradizione: a fine febbraio piazza San Secondo si riempie di ragazza che scendono in strada per dire no a ogni forma di bullismo.
Succede da quattro anni e, oggi, giovedì 26 febbraio, non ha fatto eccezione. Con un po’ di ritardo sulla Giornata contro il bullismo che si celebra il 7 febbraio, un migliaio di giovani delle scuole dell’Astigiano di ogni ordine e grado, dai piccolini delle elementari, ai ragazzi delle superiori, hanno invaso il salotto buono di Asti colorando con cartelloni e slogan: “Ogni parola si può trasformare in un pugno o una carezza, scegli tu”, o ancora “Spegni il bullismo accendi l’altruismo”. Quasi ogni studente stringeva in mano in messaggio che ha sfilato per la città. La marcia è infatti partita da piazza cattedrale per arrivare fino in piazza San Secondo dove l’allegra onda si è riversata.
A lanciare dal palco il primo grido contro il bullismo sono stati due piccoli studenti: “Noi siamo qui per dire no al bullismo, no alla violenza, sì al rispetto, sì all’educazione e alla cultura. Vogliamo dire no all’odio e alla sopraffazione, sì all’amicizia e all’amore, ma soprattutto chiediamo che questo ci venga insegnato fin da piccoli, a casa, a scuola, nelle vie della nostra città, in tutti i luoghi dove trascorreremo la nostra vita, perché solo uniti possiamo farcela davvero”.
Poi ha preso la parola un soddisfatto sindaco: “Siamo sempre di più segno che tutti noi ci crediamo: scuola, istituzioni, studenti – ha commentato Maurizio Rasero –. La giornata del bullismo deve essere 365 giorni all’anno: è con il comportamento quotidiano che diciamo no al bullismo e sì, con forza, al rispetto”. E ha ricordato ai ragazzi che ognuno di loro può fare la differenza: “Attenzione e non rimanere indifferenti”.
L’assessore all’Istruzione Loretta Bologna ha invitato i ragazzi a rompere il muro del silenzio: “Oggi qui stiamo scegliendo da che parte stare – ha commentato -. Il bullismo è una ferita che non sempre si vede e che può segnare. La scuola deve essere un luogo dove poter essere sé stessi”.
Per tutti la marcia non è un punto di arrivo ma di impegno.
“Questo è un momento importante e bellissimo – ha dichiarato Emanuele Giacomini presidente della Consulta provinciale studentesca di Asti, e coordinatore regionale delle consulte studentesche del Piemonte -. Non dobbiamo essere indifferenti e dobbiamo chiedere l’aiuto degli adulti”.
In piazza anche l’Asl con Mariuccia Muttorn che ha parlato di cyberbullismo: “Ricordatevi che dietro ogni profilo, ogni foto e ogni messaggio che viene postato c’è una persona, una persona che ha emozioni, sentimenti e sogni. Fermatevi tutte le volte che postate delle cose, e pensateci: a me fa piacere riceverlo? Il bullismo non è uno scherzo, ma lascia dei segni profondi. Fermare il bullismo si può. Cominciamo qui, ora e adesso”.
Anna Maria Scarrione, dell’osservatorio sul bullismo, ha ricordato come il percorso di sensibilizzazione nelle scuole astigiane sia iniziato già nel 2010. Un cammino cominciato grazie alla rimpianta Mariangela Cotto, assessore alle Politiche Sociali, tra le prime a occuparsi della tutela dei minori da queste problematiche. “Volersi bene e rispettarsi da piccoli porta a una vita serena per il futuro”.