Salto nella storia: alla scoperta di un tesoro nascosto: l’archivio storico di Calosso
A Calosso sabato 14 marzo, alle 20.30 nella Sala don Monticone in piazza Sant’Alessandro, si farà un “Salto nella storia… alla scoperta di un tesoro nascosto: l’archivio storico di Calosso”.
Curiosità …. a spasso nel tempo con Piero Bussi
Documenti, antiche fotografie, registri dell’archivio Comunale di Calosso per promuovere la conoscenza, l’apprezzamento della cultura locale e la valorizzazione di questo archivio storico.
Piero Bussi, si è dedicato a ricerche storiche sulla sua terra natale, e ora vuole raccontare ed illustrare, attraverso questa serata, alcuni dei principali documenti dell’archivio del Comune di Calosso.
Un viaggio dalle origini, tra racconti sepolti e documenti, come il Codex Astensis, il primo testo che cita CALOSSO, che in una delle 106 immagini contenute in questo manoscritto, scritto in gotico, ci propone una miniatura del paese.
Piero Bussi: nato a Calosso, è sicuramente un personaggio eclettico: viticultore e produttore di vino, amante della montagna, ed alpino paracadutista e deltaplanista.
Appassionato di storia locale, la sua ricerca negli anni, lo ha portato a scrivere libri sulla storia di Calosso e sulla vitivinicoltura della regione.
* Nel 2000 il primo libro storico sulla storia di Calosso dalle origini al XX secolo, basato su documenti d’archivio e ricerche storiche: “Gente di Calosso – Dagli albori al ventesimo secolo”
* Nel 2024 , dopo una gestazione lunga quasi 20 anni, vede finalmente la luce il nuovo lavoro “Guarda, sembra un giardino” – un libro che descrive la vocazione vitivinicoltura di Calosso e la sua evoluzione storica. La stampa di questo ultimo libro è stata voluta e curata dal Comune di Calosso.
“Una serata – spiega il vicesindaco reggente Angelo Grasso – che diventerà un importante momento di storia ma anche di curiosità e di aneddoti legali al nostro territorio. Guardiamo certamente al futuro ma con i piedi ben radicati nel nostro passato, nella nostra storia, ed in quanto le precedenti generazioni ci hanno trasferito”.