Tre domande a… Renato Berzano
Per il consigliere comunale Renato Berzano, commercialista di formazione democristiana, l’ingresso in Fratelli d’Italia rappresenta il punto di arrivo di un percorso maturato nel tempo.
Eletto nel 2022 nella lista civica del sindaco Maurizio Rasero, con 183 preferenze personali, oggi Berzano ha scelto di aderire al partito guidato da Giorgia Meloni. Una decisione che racconta una storia politica e personale fatta di moderazione, valori cattolici e memoria familiare.
Com’è approdato a Fratelli d’Italia?
“È stato un percorso maturato nel tempo. Man mano che Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni portavano avanti la loro azione politica, mi sono riconosciuto in molte battaglie, dalla riforma della giustizia alla gestione seria dell’immigrazione. Non con slogan, ma cercando di capire perché tante persone lasciano le loro case per arrivare in Europa. Il problema non è solo accogliere, ma dare prospettive. Col tempo ho capito che quella sensibilità politica era vicina al mio modo di vedere le cose, e probabilmente ci siamo avvicinati a metà strada. Chi mi conosce sa che sono moderato e guardo con diffidenza gli estremi. Molti sono rimasti sorpresi dalla mia scelta, ma la politica è cambiata: leggere il presente con categorie del passato significa non capire il tempo in cui viviamo. Per me contano anche i valori cattolici, ma non come bandiera: i valori si vivono, non si esibiscono”.
Arriva da una lista civica legata al sindaco Rasero: cosa pensa di trovare in un partito nazionale?
“Le liste civiche hanno una dimensione locale, mentre un partito nazionale affronta temi più ampi. Per me è anche un ritorno a una dimensione che avevo già vissuto agli inizi della mia esperienza politica. Oggi le liste civiche hanno un ruolo importante – lo dimostra anche il risultato della lista Rasero – ma entrare in un partito significa partecipare a un confronto più ampio, regionale e nazionale. Ed è uno stimolo”.
Si parla già delle elezioni comunali del 2027: si sente pronto a guidare la città?
“Amministrare una città è una responsabilità enorme. Potrebbe essere un’esperienza interessante, ma bisogna prima capire il programma e le idee per il futuro della città. Asti arriva da due amministrazioni consecutive di centrodestra, cosa rara nella storia locale. Per statistica le prossime potrebbero favorire il centrosinistra, ma in politica si parte sempre tutti dallo stesso punto. Se il centrodestra resterà unito e ci sarà un progetto condiviso, si potrà ragionare su questa eventualità”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 13 marzo 2026
Cristiana Luongo