Sabato 21 si presenta Astigiani di marzo con il dossier Way Assauto
Sarà un numero speciale per molte ragioni, quello che i lettori di Astigiani potranno sfogliare da sabato 21 marzo, giorno in cui la rivista sarà presentata alle 15.30 negli spazi che furono della Fergom con ingresso da via Lamarmora 15. Il capannone che ospiterà l’evento era parte del grande complesso Way Assauto, storica azienda cui è dedicata un’ampia parte dell’uscita di marzo. Con l’occasione sarà anche allestita nello stesso luogo una mostra con pezzi e articoli d’epoca raccolti dall’azienda e da ex dipendenti.
È speciale la doppia copertina: la foto scattata nel 1935 che ritrae i dipendenti Waya radunati nel cortile interno dell’azienda è stata ricreata lo scorso 28 febbraio, con centinaia di ex lavoratori e loro discendenti invitati da Astigiani. Le due immagini sono state unite in un poster ricordo che sarà disponibile alla presentazione di sabato.
Sfogliando la rivista, il primo articolo di Aldo Gamba e Laura Dellapiana ripercorre ottant’anni di referendum a partire da quello tra monarchia e repubblica del 1946. Si apre poi un lungo capitolo dedicato alla Way Assauto: oltre trenta pagine, dall’apertura dei cancelli nel 1908 al grande sviluppo dell’attività che portò a una forza lavoro di tremila operai, dalle vicende politiche e sindacali alle storie dei dipendenti, dalle famiglie industriali che fondarono l’azienda ai cambi di proprietà a cavallo del Duemila. Un dossier arricchito dalle tante testimonianze e foto inviate da chi ha trascorso una vita lavorando nei capannoni ed uffici; le foto continueranno a essere raccolte sul sito www.astigiani.it. Le pagine dedicate ai “Bulun” si concludono con una panoramica sull’attuale Way Assauto, stabilimento del gruppo cinese Cijan, e con uno stimolo a confrontarsi sul futuro di quei 70 mila metri quadri abbandonati.
Astigiani 54 prosegue poi con la storia e le trasformazioni del quartiere San Fedele, un articolo realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico “Vercelli” Leonardo Amerio e Matteo Merlo e premiato con una borsa di ricerca “Luciano Nattino”. Borsa di ricerca che è andata anche a Samuele Negro, autore del servizio sulla funicolare che a metà Ottocento era stata installata a scopo sperimentale a Dusino San Michele. Piercarlo Grimaldi approfondisce nelle pagine successive il linguaggio sonoro delle campane: il significato dei colpi, la loro funzione sacra e l’evoluzione dal campanaro all’elettrificazione. A corredo del servizio, la testimonianza di un giovane appassionato che sta compiendo il censimento delle campane dell’Astigiano e che ha avuto l’occasione di suonare quelle della Torre Rossa.
L’intervista “Confesso che ho vissuto” è dedicata a Rita Sanlorenzo, giudice e attuale Avvocata generale presso la Procura generale della Corte di Cassazione. Astigiana doc, dal 2015 residente a Roma, riflette sulla delicatezza dei compiti di un giudice e sul lavoro intenso e rigoroso che vi sta alle spalle.
Tante le rubriche che completano questo numero di Astigiani, dal ritratto della poetessa Camilla Scarampi tratteggiato dalle socie Soroptimist al ricordo della ciclista Olivia Grande allenata dal Diavolo Rosso, dalle cucine dove il pranzo viene ancora cotto sul putagé alla messa in scena di “Il mondo dei Vinti” nel 2011 a Teheran da parte della Teatro degli Acerbi.
Il numero 54 sarà in edicola dal 21 marzo al prezzo di copertina di 8 euro. I soci abbonati potranno ritirare la loro copia alla presentazione e successivamente nella sede di Astigiani in via San Martino 2, di fronte a Palazzo Mazzetti, che resterà aperta tutti i martedì, giovedì e sabato pomeriggio dalle 16.30 alle 19. Le formule di abbonamento sono disponibili sul sito www.astigiani.it, dove è possibile acquistare o rinnovare la propria sottoscrizione anche attraverso comodi pagamenti online.