Ultimo appuntamento con le “Sfide della Fede”
Si conclude la seconda parte del cartellone della rassegna “Le Sfide della Fede”, spettacoli ed incontri ad Asti sulla tematica delle sfide della Fede e della cultura nel nostro tempo, promosso dal Teatro degli Acerbi e dall’Istituto Oblati di San Giuseppe Marello, in collaborazione con il Progetto Culturale della Diocesi di Asti.
Sabato 28 marzo alle 21 allo Spazio Kor di Asti, per la prima volta nella rassegna, uno spettacolo di danza contemporanea poetico, emozionale, rituale, di grande evocazione visiva.
In scena la compagnia Zerogrammi con il pluripremiato spettacolo “Inri”: una sorta di liturgia raccontata attraverso il linguaggio eloquente del corpo, che ne diviene il perno centrale.
Fabio Chiriatti, giovane autore della drammaturgia, racconta così il lavoro: “È un rosario fatto di mandorle e zucchero, noci e castagne secche, sacchi di yuta e pesi d’ottone. È un rosario da pregare con la lingua, tra dente e dente. La preghiera si eleva e soddisfa il bisogno di andare incontro alla liturgia delle parole sgangherate, che vivono e rimbalzano da quelle mura come i versi di un qualche animale a scelta. Gli occhi si compiacciono e si rassicurano al tempo stesso nel vedere le posizioni assunte dai santi rossi. È un moto di gioia quello che sorprende della loro fissità di ardito gesso che a confronto è cosa ben più sopportabile l’alzarsi e sedersi su panche moleste.”
I personaggi di questo racconto, dai colori grotteschi, paradossali, improbabili pur nella loro veridicità, si muovono sulla scena in un percorso temporale che imita quello di una sgangherata liturgia.
Parlano di una religione dai tratti “meridionali”, che profuma di mandarini sui presepi, che risuona di bolero nelle piazze dopo le sacre processioni, una religione di docili vecchiette rosario-munite ancora bardate in nero, il cui Dio, dopo la benedizione nel luogo imputato, le raggiunge tra le cose domestiche.
C’è, nel loro mettere in danza le parole e il silenzio, una lingua del corpo in ostensione, una coreografia di passi, ora dolorosi, ora angelicati, giocata nella parodia di un bigottismo religioso e quotidiano che appartiene alla nostra cultura. C’è un universo sacro e profano, crudele e tenero, ironico e tragico nella liturgia di gesti, di genuflessioni sghembe, di posture scomode, di sgrammaticate maschere espressive che trasudano una goffaggine innocente.
Nei dettagli di mani in preghiera alimentate da vorticosi e ipnotici roteamenti di bauschiana memoria; negli estatici fermo-immagine di bocche e occhi. Nelle liturgie di gambe e braccia assurte a Crocifissione, e ad una barocca Deposizione, che rimandano a icone popolari. Ci sono suoni e voci di paese, di processioni di Madonne, di litanie e rosari profumati, di un Agnus Dei struggente sulle cui note la danza stordisce e ammalia. C’è il rumore della quiete mistica, e la sospensione del miracolo pregato; c’è l’isteria dei muscoli contratti e delle schiene scoperte, e infine dei due corpi esposti a denudamenti, che rivelano la vuotezza di una pratica religiosa sterile. C’è in tutto questo, infine, un senso d’attesa perenne, incolmabile, in quella terra desolata, eppure abitata di visioni, dell’anima bisognosa di spiritualità.
Il progetto e coreografia sono di Stefano Mazzotta, in scena con Chiara Guglielmi.
E’ una coproduzione con il Festival Oriente Occidente e La Piattaforma con il sostegno di Regione Piemonte e Ministero della Cultura.
Zerogrammi è un organismo di produzione della danza attivo da venticinque anni con oltre 30 spettacoli realizzati ad oggi in collaborazione con teatri e festival in Italia, Russia, Portogallo, Olanda, Spagna, Germania: giunge al lavoro compositivo passando attraverso un’ampia zona di ricerca drammaturgica e coreografica, percorsi di residenza costruiti intorno a specifici interessi antropologici e geografici, progetti educativi e sociali, pratica di linguaggi quali la fotografia, il video, le arti plastiche, la letteratura, per restituire al lavoro creativo nuovi segni, nuovi significati e un bagaglio esperienziale che è lo strumento essenziale con cui torniamo alla costruzione del nostro lavoro artistico, rinnovandone il senso e l’urgenza.
Ingresso libero a offerta, fino a esaurimento posti.
Per informazioni: 3518978847.
Il programma sul sito e social del Teatro degli Acerbi.