Regione Piemonte. Elena Chiorino si dimette anche da assessore all’Istruzione e al Lavoro
L’ex vice presidente della regione Piemonte Elena Chiorino si è dimessa anche dalle cariche di assessore al Lavoro e all’Istruzione.
Chiorino esponente biellese di Fratelli d’Italia, aveva quote, poi lasciate, nel ristorante romano di Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione per intestazione fittizia di beni della camorra. Vicenda che è costata le dimissioni anche del sottosegretario alla Giustizia Delmastro.
Mercoledì scorso aveva annunciato le dimissioni dalla carica di presidente e ora sono arrivate quelle dalle cariche di assessore.
Tanti i commenti che sono arrivati in seguito alla notizia.
A partire da quelli del Movimenti 5 Stelle.
“A nostro avviso, anche a fronte delle ultime notizie emerse sul caso de “Le 5 Forchette”, si trattava di un atto dovuto e non più rimandabile, un’assunzione di responsabilità che – anche se tardiva – va a tutela della credibilità delle istituzioni e della Regione Piemonte – hanno spiegato Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio -. Come Movimento 5 Stelle abbiamo sostenuto fin dal principio la necessità di un passo indietro, quantomeno per questioni etiche e di opportunità politica. Dopo le dimissioni “a metà” dei giorni scorsi, oggi finalmente il passo indietro è arrivato.
Ci attendiamo, in ogni caso, che domani il presidente Cirio chiarisca in Aula ogni aspetto di questa inquietante vicenda”.
Il Partito Democratico alla luce degli ultimi risvolti ha annullato il presidio previsto per oggi a Torino.
“Accogliamo le dimissioni da assessora di Elena Chiorino come un passo importante per la tutela del governo della Regione Piemonte. E’ anche una vittoria delle opposizioni che unite hanno da subito chiesto una piena assunzione di responsabilità – hanno commentato Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale del Piemonte, e Domenico Rossi, segretario regionale del Partito Democratico -. Abbiamo sempre sostenuto di non cercare tribunali del popolo o sentenze che non ci competono; ma è importante ribadire un principio: chi ha incarichi pubblici deve rispondere anche da un punto di vista dell’etica e dell’opportunità, dare conto della disciplina e dell’onore con cui si devono portare avanti gli incarichi pubblici”.
La nota prosegue sottolineando la distinzione tra il piano giudiziario e quello politico: “L’assessora non poteva non assumersi la responsabilità politica dei fatti gravi che l’hanno vista coinvolta in una società con la figlia di un prestanome del clan dei Senese.”.
Secondo la Presidente del Gruppo Pd e il Segretario regionale, l’atto delle dimissioni era necessario per preservare l’integrità dell’ente: “Il primo dovere di chi siede in queste cariche è quello di difendere questa istituzione. La trasparenza non è un’opzione, ma il fondamento del patto tra amministrazione e cittadinanza”.
Soddisfazione espressa anche da Alleanza Verdi e Sinistra: “Apprendiamo con soddisfazione delle dimissioni, questa volta intere, dell’assessora Chiorino, nonché dell’assessore Franceschini di Biella, coinvolto anche lui nell’oscura società “5 forchette”. Era ora. Stupisce anzi che Cirio e Chiorino abbiano provato sinora a difendere l’indifendibile – hanno dichiarato Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro -. Quello della Bisteccheria d’Italia è uno scandalo colossale e lo abbiamo detto da subito: questo è l’unico esito possibile di questa penosa vicenda, che sta travolgendo la credibilità della Regione. Con le mafie non si fanno affari, e tanto più dopo ciò che emerso oggi rispetto all’ipotesi di riciclaggio di denaro del clan Senese non si potevano continuare a sentire balbettii da parte della maggioranza”.