Tre domande a… Luca Rissone
Mentre la Pasqua si avvicina, il ritmo nei laboratori artigianali di Asti cambia passo. Non è solo una questione di scadenze, ma di profumi che si fanno più intensi e di una ritualità che si ripete ogni anno. In un mercato sempre più dominato da prodotti industriali a lunga conservazione, l’artigianato dolciario astigiano resiste puntando sulla freschezza e sull’innovazione dei gusti.
Ne abbiamo parlato con Luca Rissone, titolare della Pasticceria Rissone di corso Alessandria, per scoprire cosa accade dietro le quinte del dolce simbolo della pace e come stiano cambiando le abitudini dei palati astigiani.
Che stagione è questa per un pasticciere?
“Direi una stagione assolutamente nella norma. La Pasqua è un momento di lavoro intenso ma molto concentrato nel tempo rispetto ad altre festività. È un periodo di grande fermento in laboratorio, dove cerchiamo di soddisfare le richieste di chi cerca un prodotto fresco per arricchire la tavola delle feste”.
Spesso si paragona la colomba al panettone. Qual è il peso reale di questo dolce nel vostro lavoro annuale?
“Il lavoro dietro la colomba non è certo paragonabile a quello del panettone. La Pasqua ha una durata molto più breve, i giorni di festa sono meno e, in generale, c’è l’abitudine di fare meno regali rispetto al Natale. Il periodo di vendita vera e propria si riduce alle ultime due settimane prima della domenica di Pasqua”.
La colomba resta il dolce preferito o l’uovo di cioccolato sta guadagnando terreno?
“No, come dolce pasquale la colomba resta indubbiamente in cima alle preferenze. L’uovo ha il suo fascino, specialmente per i più piccoli, ma quando si parla di condivisione a tavola, la colomba non ha rivali, anche se la sua stagione è più contenuta e ridotta rispetto ai grandi lievitati natalizi”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 3 aprile 2026
Cristiana Luongo