Parte dal Piemonte il tour nelle sale del film “I nostri anni” di Daniele Gaglianone, in versione restaurata. Ad Asti il 29 aprile
A 25 anni di distanza dall’uscita, torna da oggi in sala in versione restaurata “I nostri anni”, lungometraggio d’esordio di Daniele Gaglianone, che nel 2000 fu presentato al Torino Film Festival e nel 2001 alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, dove vinse la Sacher d’Oro come miglior Opera Prima.
Anche in questo caso l’anteprima sarà tutta piemontese, partendo dal cinema Massimo di Torino, grazie alla collaborazione con il progetto CAP – Circuito Audiovisivo Piemonte, curato dall’Associazione Piemonte Movie con Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta, Distretto Cinema e con il supporto della Regione Piemonte. Il tour regionale è organizzato in collaborazione con Aiace Torino, Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta, Polo del ‘900, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR), Museo Diffuso della Resistenza e ANPI – Comitato Provinciale di Torino.
Il progetto prevede 20 tappe in altrettante sale cinematografiche del Piemonte, con proiezioni e momenti di incontro con il pubblico. L’iniziativa offrirà l’occasione per raccontare il percorso artistico del regista torinese e approfondire il legame tra il suo Cinema e il territorio regionale.
Il Tour proseguirà poi in tutta Italia con tre tappe in Emilia-Romagna in collaborazione con Fice e successivamente sarà presentato a Roma, Brescia, Pisa, Milano, Padova e via via in altre città.
“I nostri anni” -un inno alla Resistenza e un’analisi profonda sul tema della violenza e della guerra, prodotto da Gianluca Arcopinto e distribuito da Kio Film- è stato restaurato in 4K dal Museo Nazionale del Cinema grazie al progetto europeo A Season of Classic Films, iniziativa dell’ACE (Association des Cinémathèques Européennes), sostenuta dal programma MEDIA EU Creative Europe. Il restauro era presentato lo scorso dicembre al Sottodiciotto Film Festival.
Il film è stato completamente girato in Valchiusella, zona montana della provincia di Torino e luogo storico della lotta partigiana. Racconta di Alberto e Natalino, ex partigiani legati da un’amicizia profonda, che vivono da anziani due vite opposte: uno isolato in montagna, l’altro in un pensionato. L’intervista di un ricercatore riporta Natalino ai ricordi della Resistenza, mentre Alberto stringe un legame con Umberto, un vecchio paralizzato, ignaro che sia il responsabile della morte dei loro compagni. Il passato riaffiora con violenza, riaprendo ferite mai rimarginate. Quando scopre la verità, Alberto vuole vendicarsi, ma Natalino lo accompagna in un viaggio sospeso tra memoria e realtà. Insieme, ritrovano nei ricordi un modo per riscrivere il dolore del passato.
Sull’importanza di questo restauro nell’attuale contesto storico, il regista Daniele Gaglianone dichiara: «Confrontarsi, dopo tutto questo tempo, con un film la cui ideazione mi ha accompagnato per tutti gli anni della giovinezza significa anche ripensare a quanto questo film abbia ancora molte cose da dire in questi nostri di anni. Gli anni dei miei protagonisti, nonostante sembrino persi e sospesi in una dimensione spazio-temporale rarefatta, dimenticata in qualche angolo della storia, gridano ancora in questo nostro periodo storico, in questi nostri giorni atroci e, fino a un po’ di tempo fa, impensabili. Il film restaurato prende vita nuova, le immagini sono più vivide che mai e questo rende ancora più urgente e necessario uno dei nodi centrali di questo film, di questa storia: se sia possibile avere un rapporto etico con la violenza, se sia possibile mantenere come essere umano quella dignità che per preservare bisogna essere anche pronti a combattere, ribadendo fino alla fine che gli esseri umani, se sono tutti uguali nelle premesse, non lo possono essere rispetto alle azioni che si compiono e le idee che si abbracciano. “C’era la guerra, eravamo tutti soldati”. Così, cercando una giustificazione morale che appiattisca le responsabilità, sostiene quel vecchio che una volta da giovane era stato orgogliosamente ferocemente fascista; e a queste parole, con fermezza e serenità, uno dei due vecchi partigiani risponde: “io non sono mai stato un soldato”».
«Siamo felici di poter presentare uno degli esordi italiani più originali in una veste rinnovata -afferma Carlo Chatrian, Direttore del Museo Nazionale del Cinema- Uscito nel 2000, I nostri anni di Daniele Gaglianone è un film tanto diretto nel suo progetto quanto complesso nella sua struttura narrativa ed estetica… è un film che fa del tempo, del suo scorrere e del suo “resistere”, il suo soggetto. Soggetto quanto mai attuale, perché viviamo tempi di guerra, ma anche perché la nostra memoria collettiva si sta accorciando paurosamente».
I nostri anni, presentato al TFF – Torino Film Festival nel 2000, in concorso per il Premio CinemAvvenire come Miglior Opera Prima, è selezionato a La Quinzaine des Réalisateurs a Cannes nel 2001, anno in cui vince anche la Sacher d’Oro come miglior Opera Prima. Al Festival del Cinema del Mediterraneo di Valencia vince il premio per Virgilio Biei e Piero Franzo come migliori attori protagonisti; vince il Premio “Lo Straniero” della rivista Lo Straniero e il premio come miglior attore per Virgilio Biei al Festival del Cinema Italiano di Gallio 2001. Ottiene inoltre il Premio della Giuria al Festival du Film Italien de Villerupt nel 2001, il premio “I film delle giurie” al Locarno Film Festival 2013 e il “Prix Sergio Leone alla carriera” all’Annecy Cinema Italien nel 2011.
Ad Asti il film sarà proiettato alla presenza dell’autore mercoledì 29 aprile alle 21.15 al cinema Lumière.