Sanità piemontese. I sindacati pronti alla mobilitazione: “Più servizi, meno personale e risorse dimezzate”
“La mobilitazione è inevitabile”. Così i segretari di Cisl Fp, Nursind, Fials e NursinUp si sono espressi dopo l’incontro avvenuto oggi tra i sindacati delle professioni sanitarie firmatarie di contratto e la Regione Piemonte lamentando all’assenza “di soluzioni concrete per la cronica carenza di personale e il taglio delle risorse finalizzate a retribuire turni aggiuntivi, tenuto conto dell’apertura di nuovi servizi a solo impatto assistenziale”.
Secondo i sindacati i dati della crisi che va evidenziata in tutta la sua delicatezza parlano chiaro: “Più carico di lavoro, meno personale con particolare drammaticità per quanto riguarda gli infermieri e dimezzamento delle risorse economiche finalizzate a garantire la tenuta dei servizi”.
Nel corso del confronto odierno nell’ambito della riorganizzazione del Pnrr con particolare riferimento agli andamenti occupazionali e al fabbisogno di personale sarebbe emerso che il numero di alcune figure professionali, gli infermieri in primis, non solo non è aumentato per rispondere alla necessità dei nuovi servizi previsti dalla riforma territoriale ma è diminuito su scala regionale e in quasi tutte le realtà aziendali, raggiungendo livelli drammatici in alcuni quadranti.
“I dati sugli andamenti occupazionali forniti sono preoccupanti – continuano i sindacati -. Su scala regionale, cresce notevolmente il personale della dirigenza, precipita invece quello degli infermieri, meno 100 solo negli ultimi quattro mesi rispetto alle ultime rilevazioni e di alcune delle professioni sanitarie”
Una accurata analisi verrà fatta nei prossimi giorni ma, se non ci saranno risposte a breve termine, i sindacati hanno annunciato appunto una serie di iniziative di protesta.
“A fronte di questa emorragia, la risposta non può essere quella di dimezzare i fondi per le prestazioni aggiuntive per la copertura dei turni di lavoro, quando forse, visti i dati andavano invece incrementati – aggiungono -. Ricordiamo che andiamo incontro al periodo della programmazione delle ferie estive che potrebbero essere a rischio per molti. E’ bene rimarcare che nessun professionista è più disposto a lavorare oltre l’orario contrattualmente previsto gratuitamente, il senso di responsabilità non può ricadere sempre dalla stessa parte. Quel tempo è finito ed ora che se ne prenda atto”.
Le previsioni, secondo i sindacati, parlano di un quadro ancora più tragico che senza interventi strutturali si manifesterà presto con tutta la sua drammaticità. “A fronte di poche centinaia di infermieri che potrebbero arrivare nel servizio pubblico ogni anno ne usciranno migliaia – precisano -. L’attuale piano di riorganizzazione inoltre che prevede l’apertura delle nuove strutture previste dal Pnrr (Case e Ospedali di Comunità), tema oggetto di confronto, sta avvenendo senza l’innesto di nuove risorse, ( ne servirebbero oltre 1000 solo di infermieri e 500 di altre figure ) ma drenando il personale già in servizio e numericamente insufficiente”.
Sarebbe quindi matematicamente impossibile aprire nuovi servizi garantendo gli standard previsti con meno personale e meno risorse senza incidere negativamente su quelli esistenti. “Si sta cercando di moltiplicare i pani e i pesci sulla pelle dei lavoratori – proseguono -. Gli standard assistenziali nei reparti ospedalieri in molti casi non sono più garantiti. La sicurezza delle cure è a rischio a causa di un rapporto infermiere/paziente ormai ben lontano dai livelli di guardia in molte realtà. Il governo e l’ottimizzazione delle risorse professionali è assente e l’utilizzo delle competenze inappropriato. Non è certo da oggi che chiediamo di affrontare questi temi”.
Per i sindacati il tempo del dialogo sterile è finito: “In assenza di risposte concrete e immediate da parte della Giunta Regionale e degli assessorati competenti, la mobilitazione non potrà che essere la risposta che si presenterà con ogni forma consentita per difendere la dignità professionale di chi, ogni giorno, tiene in piedi il sistema sanitario regionale nonostante tutto – concludono -. Comprendiamo gli sforzi della Regione e siamo consapevoli che alcune criticità sono anche di rilievo nazionale, ma questo non può e non deve essere motivo per non farsene carico.