Brindisi astigiani al Vinitaly 2026
Tutto pronto per Vinitaly a Verona: un’edizione, la numero 58, che si apre in un contesto complesso, segnato da dinamiche geopolitiche che influenzano mercati, viaggi e consumi. In questo scenario, la grande kermesse italiana del vino prende il via domenica 12 aprile: dai rosati agli orange, fino al tema sempre più attuale dei dealcolati saranno gli argomenti che terranno banco tra i padiglioni.
Il Piemonte, per parte sua, torna protagonista negli spazi di VeronaFiere, con una presenza strutturata e ambiziosa. Nel Padiglione 10 prende forma lo “Spazio Piemonte”, un’area di 700 metri quadrati che riunisce 108 aziende vitivinicole e quattro Consorzi di tutela – Asti, Barbera, Brachetto e Gavi – in un progetto che intreccia promozione, innovazione e strategia. Un palcoscenico importante anche per le imprese della provincia di Asti, che si presentano in un momento di trasformazione del mercato globale: tra aumenti repentini dei costi e mutamento dei consumi, il comparto vitivinicolo è chiamato a ripensare strumenti e strategie. In questa direzione va la nascita del nuovo Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, che sarà firmato proprio durante l’inaugurazione ufficiale dello spazio regionale, domenica 12 aprile alle 16.30, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida e dell’assessore regionale Paolo Bongioanni. L’obiettivo è quello di offrire alle aziende dati concreti e analisi sui mercati esteri per orientare produzione e commercializzazione, superando approcci empirici e rafforzando la competitività internazionale.
Asti al centro: dall’Alta Langa Docg all’Asti Docg e al Vermouth di Torino
Il territorio astigiano avrà un ruolo di primo piano anche nei momenti chiave della manifestazione. Lunedì 13 aprile, nell’Auditorium dello Spazio Piemonte, si terrà il passaggio di consegne tra Alta Langa Docg – vino piemontese dell’anno 2025 che presenterà a Vinitaly la mappa geologica curata da Edmondo Bonelli, alle 15 – e l’Asti Docg, proclamato vino dell’anno 2026 e presentato anche nella nuova versione rosé. Sempre nella stessa giornata, spazio alla sperimentazione con il lancio di un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, simbolo di una tradizione che guarda ai nuovi stili di consumo. Il 14 aprile alle 12 si svolgerà il primo brindisi ufficiale con l’Asti Rosé Docg, debutto per il nuovo spumante ottenuto da uve Moscato e Brachetto: questa nuova declinazione punta ad ampliare l’offerta della denominazione con un prodotto contemporaneo
Cascina Castlèt: le previsioni su Vinitaly di Mariuccia Borio
Cascina Castlèt sarà nel padiglione 10 stand L3: “Vado al Vinitaly con ottimismo – commenta Mariuccia Borio -. I nostri importatori esteri ci sono, e questo è un segnale importante. Parto per Verona con l’idea di rafforzare relazioni, perché oggi più che mai è il momento di costruire rapporti solidi. Stiamo attraversando una fase complessa, una crisi che inevitabilmente seleziona. Non è un periodo facile, ma con serietà e coerenza si può andare avanti e continuare a crescere. Presenteremo un nuovo vino e, parallelamente, in azienda stiamo investendo nel futuro con l’impianto di una nuova vigna di Barbera. È il momento di cambiare registro, ma anche di crederci ancora di più. Oggi si beve meno, ma si beve meglio: il vino si è valorizzato e noi stiamo lavorando con convinzione sui vini importanti. Vedo anche un grande interesse da parte dei giovani: sono curiosi, amano ascoltare le storie, fermarsi a parlare, capire davvero cosa c’è dietro a un calice. Il vino è sempre più legato al turismo e ha contribuito in modo decisivo al riconoscimento UNESCO del nostro territorio. In quest’ottica il vino è una grande opportunità”.
Cocchi: 135 anni di storia e visione internazionale
Tra le realtà astigiane presenti a Vinitaly, riflettori puntati su Cocchi (padiglione 10 stand Q3), che celebra i suoi 135 anni di attività. Fondata ad Asti nel 1891 da Giulio Cocchi, l’azienda rappresenta oggi uno dei brand più riconoscibili a livello internazionale nel mondo dei vini aromatizzati e degli spumanti di qualità, in particolare il metodo classico Alta Langa DOCG. Nata a fine Ottocento come piccola distilleria accanto al Battistero di San Pietro, Cocchi si è distinta fin dall’inizio per uno spirito innovatore: dalle ricette originali del Vermouth e del Barolo Chinato fino alla creazione di una rete commerciale internazionale già nella prima metà del Novecento. Oggi è presente in oltre 70 Paesi e continua a coniugare tradizione e contemporaneità sotto la guida della famiglia Bava, produttori storici del Monferrato. L’azienda resta fedele a una linea chiara: produrre esclusivamente spumanti e aromatizzati a base di vino, 100% piemontese valorizzando il patrimonio enologico e botanico locale. In occasione dell’anniversario, le etichette dei Vermouth Cocchi saranno contraddistinte da un bollino celebrativo dedicato ai 135 anni.
Bava: debutta il Pinot Nero “Sullavìa”
Proprio la famiglia Bava sarà protagonista a Vinitaly (padiglione 10 stand Q3) con una novità assoluta: “Sullavìa” 2024, prima annata di Piemonte DOC Pinot Nero da vigna singola. Un progetto che nasce ad Agliano Terme, in zona Bricco Roche, e che racconta una scelta precisa: interpretare un vitigno internazionale come il Pinot Nero in chiave territoriale, senza filtri e senza passaggi in legno. Il risultato è un vino contemporaneo e quotidiano, giocato su freschezza, bevibilità e coerenza espressiva, capace di valorizzare le caratteristiche pedoclimatiche dei suoli calcarei della zona. “Sullavìa” è anche un racconto di identità: il nome richiama la strada che attraversa i vigneti, segnando il passaggio tra filari di barbera e pinot nero, mentre l’etichetta si ispira a un’opera artistica presente in cantina, a sottolineare il dialogo tra vino e cultura.
Bosca e la valorizzazione della “Riserva del Nonno”
Novità anche per Bosca, che prosegue nel percorso di riposizionamento del marchio puntando sulla valorizzazione della storica “Riserva del Nonno”, metodo classico affinato oltre dieci anni nelle Cattedrali Sotterranee di Canelli, presentata con un nuovo concept premium. Accanto a questo, l’azienda amplia la linea Bosca 1831 dedicata alla grande distribuzione e guarda ai mercati internazionali con nuove proposte pensate per il pubblico americano.
Colombo, maestri del Pinot Nero nell’Alta Langa astigiana
Maestri del Pinot Nero e dell’Alta Langa DOCG, Colombo sarà a Vinitaly nel padiglione 10 H4 desk 37 nell’area di Piemonte Land. Intanto, domenica 12 aprile a 12 a Bubbio, in cantina, organizzerà il primo dei quattro appuntamenti in calendario per la bella stagione: Degustazioni Letterarie, un’esperienza gastronomica e culturale guidata da due grandi lettrici: Annalisa Righini e Marinella Brizza.
Braida a Verona per OperaWine
In controtendenza Braida, la celebre cantina di Rocchetta Tanaro che da alcuni anni ha scelto di non prendere parte al Vinitaly. Tuttavia Braida sarà a Verona alla vigilia della manifestazione, sabato 11 aprile, in occasione di OperaWine con il Bricco dell’Uccellone Barbera d’Asti Docg 2021, tra i vini selezionati dall’autorevole rivista americana Wine Spectator.
Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: “Sinfonia Barbera”
Accanto alle singole aziende, anche il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato sarà presente Vinitaly con un programma di iniziative dedicate alla valorizzazione del territorio. Tra queste, il convegno “Sinfonia Barbera” (domenica 12 aprile), progetto che mette in rete i principali eventi dedicati alla Barbera d’Asti, rafforzando il legame tra vino, comunità ed enoturismo. Un’iniziativa che si inserisce anche nelle celebrazioni per gli 80 anni del Consorzio e che punta a promuovere in modo coordinato le eccellenze del Monferrato sui mercati internazionali.
Paesaggi Vitivinicoli Unesco: Voci dal Paesaggio e Ambasciatori del Paesaggio
Tra gli appuntamenti in programma, lunedì 13 aprile nello Spazio Piemonte (Padiglione 10), alle 12, spazio ai Paesaggi vitivinicoli UNESCO del Piemonte con i progetti “Voci del Paesaggio” e “Ambasciatori del Paesaggio”, iniziative che puntano a raccontare il territorio attraverso le comunità locali e le nuove generazioni, valorizzando identità, esperienze e narrazione contemporanea.
Camilla Assia Di Selve