“L’appello è stato raccolto da decine di astigiani e non” spiega il presidente della Casa del Popolo-Santa Libera di Asti “Abbiamo raccolto quasi 4000 euro di sottoscrizione con i quali abbiamo saldato le utenze maturate in questi 3 mesi di chiusura” Tanti sono andati a mangiare “virtualmente” alla Casa del Popolo, come avevamo scritto e chiesto anche dalle colonne di questo giornale. In attesa di andarci realmente: eppure sembra che l’attesa si prolungherà ancora. “E’ ormai possibile quasi tutto” prosegue Pensabene “comprese le attività in palestre, piscine e centri benessere, tranne che le attività dei centri culturali e sociali, all’interno dei quali non si potrebbe fare ristorazione, secondo la Prefettura di Asti, non essendo questa l’attività principale. In realtà questa specifica esclusione non è prevista in nessuna norma ma è frutto di una interpretazione che differisce non solo tra le diverse Regioni, ma anche nell’ambito della stessa Regione. Non abbiamo nessuna intenzione di salire sul sovraffollato carro dei nemici, più presunti che veri, della burocrazia ma non vogliamo neanche che lo sforzo di quanti ci hanno sostenuto in questi giorni sia vanificato da rigide interpretazioni di norme scritte con l’inchiostro simpatico. Non chiediamo di riaprire tutte le nostre attività, ma solo quelle che ad altri sono già consentite. L’attività di ristorazione nella nostra Regione è consentita dal 23 maggio e l’unico discrimine dovrebbe essere quello di rispettare le norme di sicurezza per contenere il propagarsi del contagio. La nostra attività di ristorazione avviene in spazi dove è possibile rispettare anche le distanze più severe, vogliamo poterlo fare senza dire grazie a nessuno, se non ribadirlo a caratteri cubitali a coloro, e sono tanti, che ci hanno dimostrato apprezzamento e solidarietà.” Sull’attività di ristorazione, svolta a titolo gratuito e volontario, dai tanti giovani che hanno fatto della Casa del Popolo il loro punto di ritrovo, si regge l’attività economica dell’associazione. Necessaria per pagare i circa 50.000 euro di spese annuali di cui circa 2500 euro ogni mese per il mutuo “il pagamento delle rate è slittato a settembre, ma dovremo pagarle comunque, e per di più con gli interessi maturati in questi mesi” spiega Pensabene . La Casa del Popolo Santa Libera ha festeggiato quest’anno i 13 anni dalla fondazione e nei suoi spazi si sono alternati momenti di cultura, musica, semplice aggregazione. Concerti di giovani band astigiane che non avrebbero trovato spazio altrove. La rassegna Oblò. La rassegna teatrale dedicata al genio astigiano Pastrone. La scuola di teatro. Spazi dedicati ai giovani ed ai meno giovani. Spazi dedicati agli stranieri, che stranieri non devono essere ma semplicemente amici provenienti da un paese diverso. Un centro multiculturale e multifunzione creato per tutti nel ricordo di Santa Libera. Un episodio di dissidenza comunista avvenuto su una collina di Cossano Belbo qualche mese dopo la fine della seconda guerra partigiana. Quando alcuni partigiani decisero di pensare con la loro testa non con quella degli altri. Testoni ed orgogliosamente liberi, come solo i miei compaesani astigiani sanno essere quando vogliono.
Paolo Viarengo
Asti, raccolta fondi per la Casa del Popolo
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