Sono circa 23.330 i contratti programmati dalle imprese piemontesi per febbraio 2022, valore che sale 69.090 se consideriamo l’intero trimestre febbraio-aprile 2022, 24.120 assunzioni in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e 1.670 in più rispetto alle 67.420 entrate previste nell’intervallo febbraio-aprile 2020. Sotto il profilo congiunturale, tuttavia, le assunzioni programmate dalle imprese per il mese in corso sono inferiori di 12.330 unità rispetto a gennaio 2022 (-34,6%), anche a causa del clima di incertezza derivante dagli sviluppi a livello internazionale della pandemia e delle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime.

Questi sono alcuni dei dati, contenuti nel Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che evidenziano come nel mese di febbraio 2022 a frenare la domanda di lavoro siano le prospettive meno incoraggianti legate ai rialzi dei costi energetici e alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, oltre alla persistente difficoltà a reperire manodopera.

Il 79,6% delle entrate delle aziende piemontesi riguarderà lavoratori dipendenti, il 13,1% lavoratori somministrati, l’1,7% collaboratori e il 5,6% altri lavoratori non alle dipendenze.

La domanda di lavoro è trainata dai contratti a tempo determinato con il 60% delle entrate programmate, seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 30% dei casi e dai contratti di apprendistato con il 7%. Pesano, infine, il 3% gli altri contratti.

Delle 23.330 entrate previste in Piemonte nel mese di febbraio 2022 il 18% è costituito da laureati, il 31% da diplomati, le qualifiche professionali e l’assenza di un titolo specifico pesano rispettivamente il 18% e il 32%.

Considerando complessivamente i dati del trimestre febbraio-aprile 2022 emerge come siano sempre i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con 45.570 entrate, il 66% del totale (18.770 unità in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e 260 in meno rispetto febbraio-aprile 2020). L’industria prevede 23.520 entrate, generando circa il 34% della domanda totale del trimestre e segnando un incremento di 5.350 entrate rispetto al periodo febbraio-aprile 2021 e 1.930 rispetto allo stesso periodo di due anni prima. Nel dettaglio 17.780 entrate riguarderanno il comparto manifatturiero e 5.740 quello edile.

Tra i servizi si rileva un forte interessamento del comparto dei servizi alle persone con 9.320 entrate previste nel trimestre in esame, pari al 13,5% delle 69.090 entrate complessive, dei servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici (9.230 entrate) e del commercio con 7.730 assunzioni (11,2% del totale).

Il 21% delle entrate previste a febbraio 2022 nella nostra regione sarà destinato a professioni commerciali e dei servizi, il 24% a dirigenti, specialisti e tecnici. Gli operai specializzati e conduttori di impianti genereranno il 32% delle entrate e solo il 9% sarà rappresentato da impiegati. I profili generici produrranno il 14% delle assunzioni del mese.

Per una quota pari al 29% le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni; percentuale che sale al 35% per Impiegati, professioni commerciali e nei servizi. Per il 71% delle entrate viene, inoltre, richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.

A livello di area di funzionamento il peso maggiore è dato dalla produzione beni ed erogazione servizio (44%), seguita dall’area commerciale e vendita (18%) e da quella tecnica e di progettazione (16%), che – come nei mesi precedenti – riscontra la maggior difficoltà di reperimento delle figure richieste (poco meno di un’impresa su due). L’area della logistica pesa il 12%, mentre l’area amministrativa e finanziaria e l’area direzionale generano entrambe con una quota pari al 5% delle assunzioni previste.

A febbraio la difficoltà delle imprese a reperire i profili ricercati riguarda il 40% delle entrate previste, dato in calo di circa 3 punti rispetto al mese precedente, ma in aumento rispetto a febbraio 2021 di circa 7 punti. La mancanza di candidati è la motivazione prevalentemente segnalata dalle imprese (24%), seguita dall’inadeguata preparazione dei candidati (13%).

Le professioni più difficili da reperire in regione a febbraio 2022 sono: Medici e altri specialisti della salute (71 aziende su 100), Dirigenti e Direttori (69 aziende su 100), Operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili con 64 aziende su 100 che dichiarano di aver difficoltà a trovare tali professionalità e Conduttori di mezzi di trasporto (61 aziende su 100).