Grave deficit idrico per l’Italia settentrionale. I dati, analizzati dall’Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), disegnano una situazione di grave criticità soprattutto nell’Italia Nord Occidentale: il 60% di acqua in meno della media decennale nei grandi laghi, la portata dei fiumi dimezzata, più di 20 milioni di metri cubi d’acqua mancanti nei 31 principali invasi del Piemonte. Sono questi i dati più significativi che indicano la gravità della situazione idrica nell’Italia Nord Occidentale. “La situazione viene inoltre acuita dall’aumento dei prelievi di acqua a monte per il riempimento degli invasi artificiali a fini idroelettrici: a scopo preventivo, infatti, gli enti gestori degli impianti idroelettrici stanno aumentando le riserve d’acqua nel caso, in cui la situazione meteo climatica perduri a lungo e non vi siano altri apporti idrici disponibili – spiega Lodovico Actis Perinetto – Presidente Cia Piemonte -. Oltre al dato contingente, a preoccupare è soprattutto la prospettiva per l’insufficiente presenza di manto nevoso che, salvo radicali novità meteo, non garantirà i consueti afflussi idrici nei prossimi mesi, determinanti per i raccolti agricoli ed in particolare per quei prodotti di qualità, da cui dipende l’84% del “made in Italy” agroalimentare. Il contributo idrico di questa poca neve, infatti, sarà in primavera assai modesto, tanto che l’indice SWE (Snow Water Equivalent), che definisce la quantità di acqua, che si otterrebbe, sciogliendo gli accumuli nevosi presenti, assume valori praticamente nulli su tutto il territorio dell’Italia Nord Occidentale”. L’Anbi ha chiesto l’urgente attivazione del Tavolo di Concertazione nazionale sull’emergenza idrica, condiviso con il Ministero dell’Ambiente. “Le criticità, come quella che stiamo vivendo, sono, se non superabili del tutto, almeno attenuabili, ma é necessario il varo di un vero piano di potenziamento delle infrastrutture per garantire una gestione razionale delle acque – conclude il presidente Cia Piemonte. Sono indispensabili nuovi bacini di accumulo che garantiscono continuità ai consumi. I bacini di accumulo sono l’unica reale soluzione per contrastare i periodi di siccità perché consentono di stoccare l’acqua nei periodi di abbondanza per poi rilasciarla durante i mesi in cui manca”.