E’ una maggioranza netta quella espressa nel sondaggio lanciato sull’home page nostro sito da alcuni giorni: alla domanda “Ospedale di Asti diretto dall’ospedale di Alessandria siete favorevoli o contrari?” il 75 per cento dei votanti si schiera contro il piano di riforma che prevede l’accorpamento.
Il sondaggio è stato rilanciato su Facebook e sottoposto all’attenzione dei politici locali ottenendo commenti e riscontri.
La situazione è spiegata in un comunicato del Partito Democratico: “La cosiddetta “riforma sanitaria” della giunta Cota – si legge – sta giustamente alimentando un vivace dibattito locale, giustificato dai tanti ragionevoli dubbi, che ad oggi rimangono tali, soprattutto in merito al destino dei servizi sanitari del nostro territorio: l’ospedale di Asti, che alla luce di ciò che emerge, pare essere tra i più svantaggiati, una sorta di agnello sacrificale della riforma alle spese dell’Astigiano e degli astigiani, ma anche le case della salute,che vengono messe chiaramente in   discussione. A fornire i principali spunti alle tante domande irrisolte è l’assenza di risposte chiare e doverose da parte di una programmazione della materia, che ad oggi appare   del   tutto fumosa, inconsistente e priva di indirizzi certi“.
“Gli ospedali opereranno in rete – ha spiegato il commissario Asl Valter Galante – e questo vorrà dire fare una buona salute e aumentare le capacità di cura, elevando la qualità delle prestazioni“. Sull’ipotesi, come prefigurato dalla Giunta Regionale, di un accorpamento dell’ospedale di Asti con quello di Alessandria, “va sottolineato che né il personale amministrativo né quello sanitario della nostra Asl si sposteranno: la situazione rimarrà invariata sia per i servizi ospedalieri che per quelli territoriali. Il problema potrebbe determinarsi per i Dipartimenti, al fine di evitare doppioni“.
Favorevoli? Contrari? Continuate a votare.
MN
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