Partorire senza dolore: ad Asti si può. Il “Cardinal Massaia” è infatti tra i pochi (16%) ospedali italiani ad assicurare, 24 ore su 24 ore, l’analgesia epidurale: una prestazione di eccellenza e, insieme, una tecnica consolidata per i medici, che hanno iniziato ad applicarla, alla fine degli Anni Novanta, alla Maternità di via Duca degli Abruzzi per poi proseguire nel nosocomio di corso Dante. Allora, come oggi, fautori di questa scelta sono stati Silvano Cardellino e Maggiorino Barbero, primario di Anestesia e Rianimazione il primo, di Ostetricia e Ginecologia il secondo.
La “squadra” di Cardellino che ruota intorno alla partoanalgesia (riduzione del dolore durante il travaglio) è composta da otto anestesisti, su un totale di 27 in servizio, che intervengono anche sul parto con taglio cesareo. “Con l’analgesia epidurale – dice la dottoressa Elisabetta Fanzago, coordinatrice – togliamo dolore senza creare effetti collaterali alla donna e al nascituro: data la bassa concentrazione dell’anestetico locale e dell’analgesico utilizzato non si hanno, infatti, effetti farmacologici nocivi sulla madre e sul feto. Attualmente l’analgesia epidurale è la metodica più efficace nel blocco del dolore a livello dei nervi provenienti dall’utero, in prossimità dei quali s’inietta anestetico locale, associato o meno a un farmaco antidolorifico oppiaceo. Il blocco è eseguito in prossimità del midollo spinale, nello spazio peridurale, utilizzando un catetere molto sottile, inserito nella schiena a livello lombare, attraverso un ago speciale: il catetere resta in posizione per tutta la durata del parto per permettere la somministrazione ripetuta o continua dell’anestetico”.
I vantaggi di questa tecnica sono numerosi: “L’analgesia può essere iniziata – indica il primario Cardellino – in qualsiasi momento del travaglio, modulabile nelle varie fasi di quest’ultimo e prolungabile a seconda delle necessità. La partoriente rimane sveglia e può collaborare attivamente con l’ostetrica e l’anestesista, assistendo alla nascita del bambino e vivendo questa meravigliosa esperienza con maggiore serenità”.
Nei primi quattro mesi dell’anno, i parti avvenuti al “Massaia” sono stati 469, di cui 94 (26,7%) con anestesia epidurale: per fine anno si punta a raggiungere il 30%. “Non tutte le future mamme, nel momento in cui si rivolgono alla nostra struttura – indica il primario Maggiorino Barbero – sono informate sulla possibilità di partorire in analgesia. Il nostro obiettivo è di estendere questa pratica a un numero maggiore di partorienti: l’azione di sensibilizzazione partirà dalle donne che si rivolgono al Consultorio familiare per frequentare i corsi di preparazione al parto”. ?
Attualmente la Struttura di Ostetricia e Ginecologia astigiana è tra le prime in Piemonte per numero di parti: 1600 quelli avvenuti nel 2009. Un mese prima di questo traguardo, così come vuole la procedura, durante la consulenza anestesiologica viene valutata la possibilità di ricorrere alla tecnica epidurale con la partoriente, fornendo alla stessa, attraverso il consenso informato, tutte le informazioni sull’applicazione di questa metodica.
Proprio nei giorni scorsi la Struttura di Anestesia e Rianimazione ha organizzato, nella sede Asl, un convegno nel quale una cinquantina di specialisti provenienti da vari ospedali italiani hanno discusso sulle più innovative tecniche per il controllo del dolore del parto. Il professor Franco Carli, direttore del Dipartimento di Anestesia e Medicina Perioperatoria della McGill University di Montreal (Canada) ha tenuto una lezione magistrale sull’uso delle tecniche di analgesia epidurale per accelerare il recupero e migliorare il benessere dei pazienti dopo un intervento chirurgico.
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