Ogni giorno, nelle aule dei tribunali, transita una realtà cruda e concreta, ben lontana dalla finzione con cui la televisione e il cinema ricostruiscono cause, processi, condanne e udienze. Da ormai due anni, il progetto “Scuola a Colori” dell’Istituto “A. Monti” coinvolge una classe dell’indirizzo di studi socio-psico-pedagogico (l’attuale V B) al confronto con le condotte delinquenziali nella prospettiva delle scienze umane, in considerazione della grande attrattiva che esercitano sul pubblico.
Per far diventare lo studio attivo, traducendo l’apprendimento in attività, tra il 16 e il 21 febbraio, i ragazzi hanno dapprima ascoltato dalle parole del sostituto Procuratore della Repubblica, Vincenzo Paone, i meccanismi portanti su sui si articola un processo. La classe ha, in seguito, assistito alla seduta del 21 febbraio del processo per il recente omicidio in corso Volta alla Corte d’Assise del tribunale di Asti.
“Siamo entrati in contatto con una realtà diversa dalla nostra quotidianità – commentano i ragazzi della V B – la nostra attenzione è stata attirata dalla differenza tra realtà e finzione cinematografica: ci siamo resi conto di quanto i telefilm di genere siano poco attendibili in questo contesto: cambiano le dinamiche processuali e i tempi degli esami scientifici su elementi processualmente rilevanti”. In aula, infatti, i ragazzi hanno avuto modo, tra l’altro, di ascoltare la dichiarazione dell’anatomo-patologo che ha effettuato la ricerca del Dna su un borsello che l’imputato negava fosse di sua proprietà, assieme alle testimonianze dei testimoni coinvolti nella sparatoria. Oltre a loro, erano presenti anche alcuni familiari della vittima.
Realizzato grazie al contributo delle Fondazioni CrAsti e CrTo, “Scuola a colori” continuerà a marzo con le visite a Torino nell’ex carcere “Le Nuove” e nel padiglione femminile dell’Istituto Penitenziario “Lo Russo e Cotugno”, dove gli studenti incontreranno le mamme detenute e gli operatori della comunità Arcobaleno per il recupero dei carcerati tossicodipendenti.
“Questa nuova realtà è stata funzionale e molto utile per la nostra ‘area di progetto’ scolastica”, commentano ancora gli studenti.