Dieci mesi fa, il 28 maggio scorso, l’Udc presentò un’interpellanza per conoscere l’ammontare complessivo e la suddivisione dell’indebitamento del Comune di Asti, nei confronti di tutti i soggetti pubblici e privati, nonché il settore comunale di pertinenza, l’anno finanziario a cui risale il debito e i tempi previsti per il pagamento.
A fine giugno arrivò la risposta dell’assessore al bilancio Maurizio Lattanzio, che indicava in oltre settantanove milioni di euro il debito del comune, riservandosi di precisare entro trenta giorni la suddivisione dell’esposizione debitoria per anno finanziario e settore di competenza.
L’assessore comunicava inoltre che dalla situazione debitoria delle società partecipate, (Asp e Gaia, tanto per citare le più note) “non risultano obblighi di esborso da parte del Comune di Asti”.
“Sono trascorsi quasi nove mesi e non ci è stato fornito alcun dato aggiuntivo”, affermano Davide Arri e Mario Sorba, “dunque siamo nuovamente a chiedere all’assessore Lattanzio, di specificarci la suddivisione del debito per settore e farcene conoscere l’andamento negli ultimi anni”.
“Si tratta di una vera montagna di debiti! – incalza Arri – Le precisazioni che abbiamo richiesto sono quanto mai urgenti, e sinceramente pensavamo che fossero già a disposizione dell’assessore, nell’ottica di una doverosa politica di monitoraggio del debito, soprattutto dopo le note vicende dei debiti fuori bilancio, e dei puntuali rilievi mossi in diverse occasioni dai revisori dei conti e dagli ispettori ministeriali“.
“In un momento di grave crisi economica e di carenza di liquidità – affermano i due consiglieri scudocrociati – la nostra iniziativa vuole sottolineare l’importanza del tempestivo rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori da parte dell’amministrazione comunale. Se si vuole far girare l’economia, è necessario che il comune dia per primo il buon esempio, assolvendo con solerzia quanto spetta ai propri creditori, imprese e fornitori innanzitutto. Inoltre, i numeri dell’indebitamento, l’anno finanziario e il settore di pertinenza permetteranno di fare valutazioni incrociate molto interessanti sul funzionamento e sulla gestione complessiva della macchina comunale“.
I centristi hanno inoltrato altre tre interpellanze in materia di viabilità, frutto dell’iniziativa “partiamo dai quartieri”, che è sfociata in un libretto, consegnato al sindaco e presentato alla stampa qualche giorno fa.
La prima riprende le lagnanze di molti residenti in via Cuneo e corso Savona e chiede il ripristino dei marciapiedi nel tratto tra la rotonda di corso Venezia e via Cuneo, danneggiati in molti punti dalle radici degli alberi. Sempre in zona viene richiesta la copertura della fermata autobus all’altezza del civico 200 (davanti all’agenzia CrAsti e all’ufficio postale), molto utilizzata da studenti e anziani.
Altro punto caldo è l’incrocio tra via Lessona e corso Matteotti, su cui i centristi denunciano l’assenza della segnaletica orizzontale (stop su via Lessona) e una segnaletica verticale inadeguata, che “negli anni ha determinato numerosi e gravi incidenti stradali”
Arri e Sorba si chiedono poi se non sia il caso ripristinare il doppio senso su via Lessona, nel tratto tra corso Gramsci e corso Matteotti, considerato l’elevato flusso di traffico in zona.
Sempre nella stessa zona, l‘Udc fa propria l‘istanza dei residenti e chiede il ripristino dei passaggi pedonali, ormai praticamente invisibili per l’usura dovuta al transito delle auto, sui corsi Venezia, Matteotti e Gramsci.
Massimiliano Bianco
POLITICA
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