CITTA’ DEL VATICANO – Dall’umile operato delle api astigiane, modellato a mano dall’arte eccellente del giovane artigiano Andrea Povero (titolare della storica cereria “Asticera” di Celle Enomondo, riconosciuta come “Eccellenza Artigiana” da parte della Regione Piemonte), nasce il cero pasquale di sola cera d’api, prodotto in esclusiva per il Santo Padre.

Lo hanno consegnato, in occasione dell’udienza in Vaticano di questa mattina, mercoledì 23 marzo, proprio il suo artefice, ufficialmente accompagnato dal vicario diocesano Mons. Vittorio Croce, autore dell’appassionata ricerca storica sul Messale Romano che ha ispirato la creazione dell’esemplare di cera.

Un’idea sorta esaminando con attenzione le antiche indicazioni del Triduo Pasquale ed alcune frasi dall’Exultet, grazie anche all’approfondimento liturgico del cerimoniere diocesano don Simone Unere: “…solenne liturgia del cero, frutto del lavoro delle api, simbolo di nuova luce…” -“…della cera che l’ape madre ha prodotto per alimentare questa preziosa lampada…”.

Il manufatto presenta fedelmente le incisioni della Croce, dell’Alfa, dell’Omega e dei numeri dell’anno inseriti nei quattro bracci, tutte racchiuse in fasce dorate; dipinta sulla base, l’immagine di un’imponente ape regina contornata dalle api operaie. A completare l’opera, cinque grani di incenso uniti con cera d’api, a ricordo delle piaghe di Gesù.

Storia e maestria artigiana insieme per dar vita a un dono speciale per il Santo Padre, segno ufficiale della Diocesi di Asti che – con il suo pastore Mons. Francesco Ravinale – in vista della Veglia di Pasqua si unirà spiritualmente alla preghiera di Benedetto XVI per dar vita ad un unico coro che invoca: “Signore, in questo cero io sto dinanzi a Te”.