Paradossalmente potrebbe essere il canto del cigno per il territorio della provincia di Asti il libro che è stato presentato ieri, lunedì 3 dicembre, alle 17, nella solenne cornice del Teatro Alfieri. Raccoglie infatti studi complessivi e schede particolareggiate su tutte le chiese parrocchiali della provincia di Asti (escluse quelle moderne costruite nel dopoguerra) il possente volume realizzato dalla Banca C.R.Asti come strenna natalizia per il 2012. Un volume di 368 pagine con 14 studi generali, 201 schede su altrettante chiese (da mezza pagina per le più modeste fino a tre per le più importanti), oltre 500 immagini e una bibliografia praticamente completa. Un libro dunque veramente prezioso, che ha richiesto due anni di lavoro e la collaborazione di trenta studiosi con il coordinamento editoriale di Marco Devecchi, la curatela di Vittorio Croce e il coordinamento grafico di Paola Grassi. Il titolo Tra Gotico e Neogotico intende inquadrare il periodo di 600 anni che ha visto sorgere queste due centinaia di chiese tra 1350 e 1950 che caratterizzano la città di Asti con le sue ventine, le città di Nizza e di Canelli e gli altri 115 comuni che formano la provincia nata nel 1935 e ora a rischio accorpamento con Alessandria. Da notare che sono ben cinque le diocesi interessate in quanto 66 comuni appartengono alla diocesi di Asti (per 121 parrocchie), 31 alla diocesi di Acqui Terme (per 41 parrocchie). 13 alla diocesi di Casale Monferrato (per 20 parrocchie), 6 alla diocesi di Torino (per 9 parrocchie), 2 alla diocesi di Alba (per 3 parrocchie). Una convergenza storica quindi molto complessa pur nella ristrettezza del territorio che ha le sue punte estreme in Albugnano a nord ovest e Serole al sud est, che distano comunque oltre 120 chilometri. Proprio la ricchezza della storia umana e artistica costituisce la principale curiosità del libro che in molti casi ha costituito la prima occasione per uno studio sistematico e scientifico per questi edifici che sono, accanto ai castelli, i più ricchi di storia e di arte nel nostro territorio astigiano. Le chiese parrocchiali sono gli edifici più conosciuti, più frequentati e più amati nel nostro territorio. Conosciuti, per i nativi, fin dalla prima infanzia: fatto dal quale deriva un legame tutto particolare e certamente incancellabile, connesso alle celebrazioni in esse vissute con i loro canti, le loro coreografie, le figure di preti, chierichetti, cantori, lettori, amici, persino con i loro profumi e colori; ma connesso anche alle caratteristiche dell’edificio, al suo profilo diventato familiare e inconfondibile, ai suoi particolari, come un quadro, una statua, un altare, un confessionale. Conoscenza dunque collegata con la frequenza e diventata affezione, tanto che quella chiesa della tua infanzia viene cercata, anche quando il lavoro ti ha portato lontano, per le feste più importanti della vita, come il matrimonio, il battesimo e gli altri sacramenti per i figli, la liturgia funebre per i propri familiari. Con il rischio addirittura di identificare quella chiesa con la stessa fede in Cristo Gesù o di anteporla per importanza affettiva alla stessa comunità nella quale ora vivo, imparo e celebro la mia fede, dopo aver dovuto magari lasciare il paese nativo. Questo legame non è però altro che un valore personale aggiunto che si sovrappone al valore storico e artistico di quella chiesa, di quelle chiese che costellano il nostro territorio collinare. Valore che tutti possono apprezzare e di cui tutti sono chiamati a fruire, anche i nuovi arrivati, da vicino o da lontano, per farne il proprio luogo di preghiera, personale e soprattutto comunitaria. O anche soltanto, per chi non ha ancora conosciuto o valutato a sufficienza la bellezza della fede cristiana e cattolica, un aiuto per capirne il valore storico, come di un monumento vivo, radicato in quel luogo preciso perlopiù da secoli, prima costruito poi restaurato, ricostruito, ampliato, adornato di opere d’arte, dagli oggetti strettamente liturgici alle icone devozionali, statue, quadri, affreschi, che ne fanno un libro da sfogliare per capire, rivivendola, una lunga storia di fede, fatica, sofferenza, esultanza, ma anche di complicati rapporti sociali, con i feudatari nel medioevo e, dopo, con le autorità diocesane e vicariali, tra comunità e parroci, tra compagnie e confraternite, cariche tutte di passione religiosa ma anche capaci di litigi interminabili. Naturalmente questo accurato studio con documentazione fotografica di complessi e di particolari invoglierà alla riscoperta o alla scoperta con visita diretta di questi 200 edifici sacri realizzati tra il gotico e il neogotico, vale a dire tra la metà del XIV e la metà del XX secolo. Il rischio sempre più frequente è che fedeli e visitatori si trovino quasi sempre di fronte a porte, portoni o portali chiusi ed ermeticamente sbarrati. I frequenti furti che hanno depauperato il nostro patrimonio motivano questa sofferenza comune, ma non possono bloccare in eterno e in modo continuativo la fruizione devozionale e turistica di questi edifici. Qualche parroco ha trovato il modo di tenerli aperti in orari decenti senza pericolo per la sicurezza. Occorre che tutti sappiano percorrere questa strada. Un volume come questo deve stimolare in tale direzione. Non è possibile che un tale patrimoni di fede, arte e storia, rimanga in cassaforte ancora a lungo per colpa di questa dissennata campagna di furti. Le chiese, le nostre chiese parrocchiali soprattutto, sono fatte per essere frequentate, visitate, godute, spiritualmente ed esteticamente. Grazie agli autori, agli organizzatori, agli sponsor di questo libro prezioso. Autori: Michela Benetollo • Ivana Bologna • Simona Bragagnolo • Marina Cappellino • Francesco Cartello • Antonella Chiodo • Franco Correggia • Vittorio Croce • Marco Devecchi • Enrico Ercole • Gianpaolo Fassino • Debora Ferro • Silvia Gallarato • Gian Battista Garbarino • Paola Gullino • Chiara Lanzi • Federica Larcher • Cristina Lucca • Lorena Palmieri • Gabriella Parodi • Ezio Claudio Pia • Liliana Pittarello • Carlo Prosperi • Paolo Prunotto • Andrea Rocco • Romina Rosso • Paola Salerno • Carlo Tosco • Rossana Vitiello • Stefano Zecchino. Immagini: Franco Rabino. Articoli iniziali: Vittorio Croce, Una provincia nuova su diocesi antiche: per una delimitazione del panorama • Carlo Tosco, Le chiese nel paesaggio storico dell’Astigiano • Liliana Pittarello, L’architettura fra gotico e neogotico • Andrea Rocco, Riferimenti figurativi: per una storia delle chiese astigiane • Andrea Rocco – Ivana Bologna, Scultura, intaglio ligneo e decorazione a stucco • Ivana Bologna, Vasi sacri e vesti liturgiche • Francesco Cartello, Luoghi e spazi, strumenti e oggetti della liturgia dal Concilio di Trento al dopo Vaticano II • Vittorio Croce, Il panorama dei titoli santorali per una lettura iconografica • Cristina Lucca, Recenti esperienze di tutela e valorizzazione architettonica • Rossana Vitiello, Studi e restauri su dipinti, sculture, arredi e decorazioni • Paola Salerno, La Piovà: cronaca di un complesso e in-interrotto progetto • Marco Devecchi – Federica Larcher – Paola Gullino, L’arredo verde: tipologie e significati tra permanenze storiche ed esigenze moderne • Franco Correggia, Chiese, licheni, fiori e farfalle. Micromondi complessi all’interfaccia natura – cultura • Enrico Ercole, Ruolo e importanza del patrimonio delle chiese nella valorizzazione turistica dell’Astigiano.
La Crat presenta “Tra gotico e neogotico”, un viaggio nelle chiese parrocchiali astigiane
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