“Viaggio alla scoperta di un illustre astigiano: il violoncello di Carlo Graziani”. Questo è il titolo del concerto programmato per sabato 25 maggio alle 21 allo spazio San Giovanni, e che si preannuncia interessantissimo sotto vari punti di vista: il programma (le Sei Sonate per violoncello e continuo, op. 3) ha il pregio di essere un sorta di riscoperta di un grande virtuoso del violoncello, nato ad Asti agli inizi del XVII secolo e celebre in Europa; l’esecuzione affidata a Stefano Cerrato, anch’egli talento astigiano consolidato, garantisce un’interpretazione eccellente della perfezione formale, del temerario virtuosismo, della fantasia incontenibile contenute nelle composizione del Graziani. Il tutto nella splendida cornice offerta dalla sala del San Giovanni (via Natta 36). Il concerto del 25 maggio è il quarto ed ultimo concerto della rassegna “anNOTAzioni” dedicata alla musica barocca, organizzata dall’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti diretto da don Simone Unere con la direzione artistica di Francesco e Stefano Cerrato, Marco Demaria, Daniele Ferretti. La rassegna è patrocinata dal Comune di Asti e gode del sostegno di Fondazione CrAsti, Fondazione CrT e banca CRAsti. L’ingresso è libero ad offerta. Carlo Graziani, violoncellista e compositore. La creatività dell’astigiano non è entrata nella didattica e nell’attività concertistica nonostante il suo peso: 6 sonate per violoncello e basso continuo op. 1 (Parigi, ca. 1760), op. 2 (ivi, senza anno), op. 3 (Berlino, senza anno), due concerti per violoncello e orchestra, un concerto per clavicembalo, sonate per violoncello fra cui Il viaggio da Berlino a Breslavia con l’affettuosa ricevuta di S.A.R., un duo per violetta e violoncello, la cantata Talor per l’onde per soprano e violoncello, Recueil de rondeaux, Capriccio, Duetto per viola e violoncello, duetti per due violoncelli, opere queste tutte manoscritte. Trionfa lo strumento prediletto, il violoncello, per il quale erige una monumentale concezione che precede l’esaltazione strumentale di Luigi Boccherini, appartenente alla generazione successiva. Con molta probabilità Carlo Graziani abbandonò Asti da giovinetto ma, culla del suo sapere fu la cappella musicale del Duomo, unica istituzione dedita all’insegnamento della musica vocale e strumentale ai fanciulli, della quale si può supporre l’elevatissimo livello artistico. Il 22 maggio 1764 tenne un concerto a Londra con Felice Giardini, dal 16 al 23 settembre 1770 si esibì a Francoforte sul Meno in una serie di concerti con la moglie, soprano; negli anni successivi si stabilì a Berlino succedendo nel 1772 a Ludwing Christian Hesse, insegnante di viola da gamba del principe ereditario di Prussia Friedrich Wilhelm II; con l’ascesa di questi al trono divenne musico da camera. L’assunzione degli pseudonimi Erlach Glazinar detto il Ranigazi, anagrammi del nome e del cognome, risale ad uno dei concerti per violoncello ed orchestra. L’analisi dello stile e delle peculiarità compositive delle opere consente di individuare alcuni aspetti che pongono le opere stesse in una luce di un contesto europeo a cagione della perfezione formale, della felice cantabilità, della acquisita concezione polifonica, del temerario virtuosismo, della fantasia incontenibile. Stefano Cerrato è nato ad Asti nel novembre 1987, ha iniziato lo studio del violoncello all’età di quattro anni alla scuola Suzuki di Torino con il M° Antonio Mosca, sotto la guida del quale si è diplomato quindicenne, con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio G. Verdi di Torino. Ha seguito corsi di perfezionamento con i maestri David Geringas, Natalia Gutman ed Enrico Dindo. Fondamentale per la sua crescita musicale ed umana è stato l’incontro nel 2003 con il M° Enrico Bronzi con il quale si è perfezionato fino al conseguimento nel 2009 del Postgraduate presso “Universitat Art Mozarteum” di Salisburgo. Contando al suo attivo centinaia di concerti in recital, come solista con prestigiose orchestre internazionali e in gruppi da camera, il suo repertorio spazia dal teatro al balletto senza tralasciare la sperimentazione moderna e il jazz, in collaborazione con artisti di fama internazionale. Tra il 2005 e il 2007 è stato invitato insieme ad Enrico Bronzi e Bartosz Koziak ad eseguire il Concerto Grosso per tre violoncelli e orchestra di Krysztof Penderecki, al Konzerthaus di Berlino, alla Konzertkirche di Neubrandenburg, ed al Festival di Ravenna. Vincitore di vari concorsi internazionali tra cui il “Concurso Internazional de violoncelo Lluis Claret – Ciudad de Moguer”, il “Concorso Europeo di violoncello Arturo Bonucci”, il “Finnish Broadcasting Company” al “Paulo Cello competition” di Helsinki, il Concorso “Enrico Mainardi” al Mozarteum di Salisburgo. Cultore della musica da camera, è violoncellista del Trio Caravaggio. In duo con il fratello Francesco, violinista, presenta altresì un concerto non tradizionale che, partendo dal repertorio classico si snoda attraverso uno spettacolo originale e divertente di improvvisazione e satira musicale. Dal 2007 è assistente del M° Enrico Bronzi ai corsi estivi di perfezionamento dell’ “Estate Musicale” di Portogruaro (Ve) e, dal 2009, docente all’Accademia Internazionale “Incontri con il Maestro” di Imola (BO). E’ direttore artistico dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale. Dal 2012 è violoncellista dell’ “Armoniosa” ensemble barocco, fondato con il fratello Francesco, Marco Demaria e Daniele Ferretti.
Quarto appuntamento con la rassegna “anNOTAzioni”
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