I bancari scendono in sciopero per l’intera giornata di giovedì prossimo, 31 ottobre. Un’agitazione che trova compatta l’intera categoria, e non è un fatto scontato, vista la frammentazione nella rappresentanza sindacale del credito e le divisioni che spesso l’hanno attraversata. Obiettivo della giornata è la difesa del contratto nazionale. Una reazione alla disdetta unilaterale comunicata dall’Abi, l’associazione dei banchieri italiani, il 16 settembre scorso, con dieci mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale, fissata al 30 giugno del prossimo anno. In base alle norme vigenti, e ancora prima a una prassi consolidata, la disdetta, bilaterale, era prevista per fine anno e sarebbe stata propedeutica alle trattative per il rinnovo. Un segnale inequivocabile quello dell’ABI, che ha individuato nel costo del lavoro la leva per recuperare redditività in un periodo di vacche magre per il sistema bancario, e forti sofferenze sul credito. Ma le sette sigle dei bancari (Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl credito, Uilca) non ci stanno. “Le banche stanno sicuramente attraversando alcune difficoltà, ma Abi addebita ogni responsabilità a fattori esterni al settore (la crisi economica e la fiscalità) o interni allo stesso (i vincoli economici e normativi del contratto nazionale), e prova a scaricare le perdite sui lavoratori, cioè su salari e occupazione. E’ evidente l’intenzione delle banche di arrivare a una completa deregolamentazione del settore, attraverso la cancellazione del contratto nazionale, a favore della contrattazione di secondo livello – i contratti aziendali – funzionale alla flessibilità delle imprese”. Maggiori dettagli sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 25 ottobre 2013. Massimiliano Bianco
Bancari contro banchieri: sciopero nazionale a difesa del contratto di lavoro
POLITICA
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