Ieri lunedì 3 ottobre si è ufficialmente insediato il nuovo Consiglio Provinciale di Asti, presieduto da Fabrizio Brignolo, eletto il 13 ottobre scorso. Con le votazioni del 12 ottobre, cui avevano partecipato esclusivamente gli amministratori comunali, erano stati eletti i dieci consiglieri – candidati in un’unica lista – previsti dalla Legge Delrio (la 56 del 2014), che di fatto ha abolito la rappresentanza politica diretta delle Province, trasformandole in enti di secondo livello. Il presidente ha introdotto i lavori ringraziando i consiglieri eletti, per la disponibilità a prestare, a titolo totalmente gratuito, la propria opera a servizio di un ente che, nella nuova veste introdotta dalla Legge Delrio, si candida a svolgere servizi ai cittadini e alle comunità rappresentate dai comuni e dai loro amministratori, secondo un disegno che supera sovrapposizioni di competenze e duplicazioni. Al tempo stesso il presidente ha ricordato che l’opera sarà improba, in quanto tutte le “nuove” Province nascono con la pesante eredità dei debiti del passato e quindi sarà estremamente difficoltoso garantire servizi in un contesto di debiti pregressi e continui tagli di risorse statali e regionali. Si è quindi passati al primo punto all’ordine del giorno relativo alla convalida degli eletti. Il Consiglio ha approvato all’unanimità la pratica che, secondo la proposta presentata dallo stesso Presidente, ha adottato soluzioni diverse per i Consiglieri, la cui elezione è stata convalidata “de plano” e il Presidente. La delibera, infatti, dà atto della circostanza che lo stesso Brignolo, nella rituale dichiarazione di insussistenza di cause di ineleggibilità e incandidabilità, ha ufficializzato il fatto che “è stata affacciata la possibile ricorrenza” della causa di incompatibilità prevista dall’art. 63 comma 1 n. 2 del Decreto legislativo 267/2000, tra la carica di Presidente della Provincia e quella di componente del consiglio d’amministrazione della Cassa di Risparmio di Asti s.p.a. Preso atto di tale dichiarazione, la delibera approvata ha stabilito di attivare l’iter di cui all’art. 69 del Testo unico degli Enti Locali: ha quindi contestato l’incompatibilità, dando atto che “l’amministratore in oggetto ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità eventualmente sussistenti”. Non si è invece dato corso al secondo punto all’ordine del giorno, il giuramento del Presidente, in quanto una circolare ministeriale, pervenuta dopo la convocazione del Consiglio, ha chiarito che alcuni adempimenti previsti dalla normativa previgente non debbono essere attuati. Tra questi, appunto, il giuramento del Presidente, in quanto lo stesso ha già prestato il giuramento, all’atto dell’assunzione della carica di sindaco della Città di Asti. Il presidente ha comunque messo in evidenza il testo della Costituzione della Repubblica Italiana, in una edizione storica di cui la Provincia ha la disponibilità, dichiarando che, a prescindere dal giuramento formale, sarà impegno del presidente e di tutti i consiglieri operare nell’interesse dei cittadini e nello spirito e nel rispetto della Costituzione. Come terzo punto all’ordine del giorno il presidente ha quindi comunicato formalmente le deleghe – ovvero le materie di pertinenza – che sono state attribuite ai singoli consiglieri. Anche in questo caso la novità e complessità della normativa ha lasciato dubbi interpretativi e la medesima circolare ministeriale sopra citata, prevenuta dopo l’atto presidenziale di conferimento delle deleghe, ha dato indicazione di attendere prima dell’attribuzione delle stesse, la modifica dello statuto dell’Ente. Il presidente ha comunicato di tenere comunque fermo l’atto con cui ha effettuato il conferimento delle deleghe, non ritenendolo contrastante con la legge e neppure con la circolare medesima, atteso che l’indicazione effettuata integra solamente una ripartizione di compiti, effettuata per materia, all’interno del consiglio, in base alla quale i consiglieri delegati istruiranno le problematiche, relazionandosi con gli uffici e con i cittadini, per poi sottoporre eventuali atti deliberativi al presidente o al consiglio, a seconda di quale sarà l’organo competente. Marco Gabusi è stato nominato vice presidente con delega al controllo di gestione, personale, patrimonio. Flavio Pesce avrà competenza su edilizia scolastica, Unesco, ambiente, formazione professionale e Centro per l’Impiego. Francesco Marengo si occuperà di agricoltura, caccia e pesca; Angela Quaglia di lavori pubblici, viabilità e piano neve. Luca Quaglia avrà competenza su bilancio e finanze, Paolo Lanfranco su sviluppo economico, pianificazione territoriale, rapporti con i comuni. A Vincenzo Calvo saranno affidate politiche sociali, Università della terza età, volontariato, tutela delle minoranze, Sistema informativo e statistica. A Cristiano Massaia andranno la protezione civile, la viabilità nel nord della provincia; in modo complementare, Fabio Carosso si occuperà di viabilità nel sud della provincia e di trasporti. Le deleghe di Barbara Baino riguarderanno cultura, istruzione, politiche giovanili e turismo. E’ stata infine costituita la Commissione per la modifica dello Statuto provinciale e del regolamento del Consiglio, con la precisazione da parte del Presidente che i componenti sono stati scelti per rappresentare equamente il territorio e le aree politiche di appartenenza. La Commissione è composta da Barbara Baino, Vincenzo Calvo, Paolo Lanfranco, Francesco Marengo, Cristiano Massaia, Angela Quaglia. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati all’unanimità.
Primo consiglio provinciale dell’era Brignolo
POLITICA
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